
Dio é dentro
Ascolta la Parola
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Riflessione biblica
Nel Vangelo di oggi vediamo, come in filigrana, il Volto di Dio narrato in tutta la sua purezza.
Ascoltiamo e contempliamo Gesù e vediamo un Dio che osserva anzi, potremmo dire, “si incanta” davanti ai piccoli della terra, quelli che non contano.
Dio non è fuori, ma è dentro. A vivere le sofferenze e le tragedie del suo popolo. É a questo destino che Egli con-voca tutti noi e per questo ci dona il suo Spirito, come ricorda la seconda lettura:
“Lo Spirito di Dio abita in voi.” (Rm 8, 9.11-13)
Dio rimane in mezzo a noi. Non appartiene alla categoria di coloro che vanno sui luoghi delle tragedie umane. Passano e se ne vanno. No, Dio è dentro, in mezzo a noi. Per lui contano i “piccoli” e benedice il Padre per gente come questa. Li guarda in volto, li vede affaticati e oppressi da tante situazioni e, forse, anche dai pesanti fardelli che altri hanno addossato sulle loro spalle. Pesi che, leggiamo in Matteo qualche capitolo dopo, altri “non vogliono muovere nemmeno con un dito” (Mt 23,4).
In questo benedire il Padre per i piccoli, sembra tornare l’eco che Mosé ascoltò nel deserto da Dio: “Ho osservato questa oppressione dei piccoli. Ho udito il loro grido.
Sono sceso per liberarli, per farli risalire.” (Es 3, 7-10)
Il giogo del Figlio, infatti, è diverso dai pesi imposti dalla legge. Il patto con lui non è un patto da schiavi ma d’amore. È l’amore che rende i pesi leggeri, e toglie l’eccesso di fardelli, prescrizioni e precetti.
Il giogo di Gesù è leggero perché il suo cuore è umile e rende mite il Figlio. La mitezza non schiaccia né si impone, non urla né costringe, ma contagia e disarma.
In questo tempo, mentre alcuni si preparano alle vacanze o le hanno già iniziate, la Parola ci chiede di tornare alla scuola di Gesù, di seguire il Maestro per lasciarci in-segnare da lui.
Allora ogni incontro sarà davvero ristoro e muoveremo le nostre mani al ritmo del cuore di Dio.
Allora, lo Spirito dimorerà in noi, saremo suo grembo e diventeremo ciò che Etty Hillesum sognava:
“Davanti al dolore, si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite”1
Rimani in mezzo a noi Signore Gesù Con te
figli Benediremo il Padre In-canto di lode
1 Etty Hillesum,Diario 1941-1943, Milano, Adelphi, 1996, p.239






