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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Dio che conosce il segreto del cuore


Ascolta la Parola

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».


E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Mt 21,28-32

Riflessione biblica

"A partire da questo capitolo, Gesù si troverà ad affrontare più direttamente le autorità del popolo d'Israele. Gesù è già nella capitale, Gerusalemme, e più precisamente nel tempio, centro del potere religioso."

(Sommo Sacerdote), politico (Sinedrio), economico (gli anziani) e ideologico (i farisei). Qui sono raccontate tre parabole (3 domeniche) che affrontano direttamente il problema, questa è la prima. Quella di oggi è provocatoria e si rivolge ai leader della società chiedendo loro: cosa ne pensate? Saranno costretti a dare una risposta, emettendo così la propria sentenza.

Nella parabola, il padre chiede ai suoi due figli: andate a lavorare OGGI nella vigna. I due figli mostrano atteggiamenti contrastanti. Il primo sembra obbedire al padre e risponde correttamente: Vado, Signore, ma non è andato. Il secondo è entusiasta e risponde mettendo in dubbio il rispetto per il padre: non voglio, ma riflettendoci meglio, si pente e alla fine va. Quel "OGGI" è adesso, è arrivato il momento... e dall'arrivo di Giovanni Battista e dall'annuncio di Gesù, siamo tutti chiamati a lavorare. Chi ascolta la proposta di Gesù? Vediamo le risposte.

Cosa sta dietro alle risposte di questi figli?

Il primo figlio si riferisce alle cosiddette "persone per bene", mascherate di religiosità e giustizia (i farisei), che si scandalizzano e si alzano rapidamente in nome della sana dottrina (i dottori della legge); associati alle persone benestanti (gli anziani), pensavano che così avrebbero adempiuto al loro dovere religioso. Controllavano l'economia=vita del popolo. Qualsiasi persona che si allontanasse dai loro concetti poteva essere catalogata come eretica e pericolosa e, quindi, poteva essere esclusa o giustiziata.

Il secondo figlio rappresenta i peccatori, gli analfabeti, il popolo povero che ignorava le norme. In questa categoria c'è lo stesso Matteo, il pubblicano che scrive, un riscossore di imposte. E insieme a questa categoria ci sono le prostitute, formando il gruppo più disprezzato dall'alta gerarchia politica e religiosa, che si considerava proprietaria della salvezza, dichiarandoli perduti e condannati. Tutto contrario all'insegnamento e all'azione di Gesù che per accogliere (incontrare) questi emarginati, peccatori pubblici, verrà condannato a morte per eresia, per pensare diversamente.

Nell'Antico Testamento, tutto il popolo d'Israele era considerato figlio di Dio. Ai tempi di Gesù, le autorità avevano stabilito che i poveri, gli analfabeti, i riscossori di imposte, le prostitute e altre categorie (alcuni malati), fossero esclusi e dovessero essere considerati "maledetti da Dio" e, quindi, esclusi dalla comunità.

Dopo aver raccontato la parabola, Gesù chiede ai suoi ascoltatori (sommi sacerdoti e anziani): Quale dei due figli ha fatto la volontà del padre? Le autorità rispondono che è il secondo, quello che, nonostante la sua risposta iniziale, si pente e va. Si rendono conto che sono come il primo figlio nella storia. L'ultima parte della parabola dice: i emarginati li hanno preceduti nel Regno perché hanno creduto nella Buona Notizia del Regno. Loro, al contrario, non hanno voluto capire né convertirsi né con Giovanni né in nessun altro modo.

Perché ci sono persone che si escludono dal Regno di Dio? Perché non si sono sensibilizzate alla predicazione di Giovanni, né alla chiamata di Gesù, al contrario, li hanno visti come pericolosi, perché pensavano diversamente da loro e hanno cercato di eliminarli. La conoscenza e la pratica di Gesù sono fondamentali per definire da che parte stiamo, quale dei due figli rappresentiamo, quale direzione vogliamo dare alla nostra vita e al nostro mondo: dipende dalla nostra risposta OGGI.

CONCLUSIONE: ciò che conta non sono le apparenze esterne, le risposte che suonano bene, ma quelle che provengono dall'interno della persona; chi onora Dio non è colui che osserva solo i riti esterni, ma chi fa la sua volontà con convinzione. Ai tempi di Gesù, il legalismo manifestava l'integrità dell'individuo, creando una mentalità basata sulle apparenze.

Gesù sa che, per Dio che conosce il segreto del cuore, il vero figlio è colui che si impegna concretamente nella pratica dei valori del Regno. Nei prossimi due domeniche, Matteo presenta le altre due parabole che completano questo discorso.

Lampada ai miei passi

Gerardo Custodio

Missionario Xaveriano. Sou mexicano e trabalhei na área do Xingú, no Pará no Brasil. Fiz meus estudos de formação no México. Trabalhei na formação por um tempo. Sai para estudar o mestrado na área da missiologia em Chicago, nos Estados Unidos. Terminados os estudos, sai para o Brasil onde tive minha experiência missionária por doce anos. Voltei logo no México. Agora estou numa Universidade dos Xaverianos atendendo a pastoral no colégio. En Mazatlan

Riflessioni Bibliche