
“Il giorno dopo, Gesù viene verso di lui...”
Ascolta la Parola
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Riflessione biblica
“Il giorno dopo, Gesù viene verso di lui...”
“Dopo la festa, il tamburo è pesante da trasportare”, dice un proverbio burundese, per questo la Parola ci viene incontro per non perdere di vista il bambino che è nato per noi. Ora che le luminarie del Natale sono spente, questa pagina del Vangelo di Giovanni mi dona una luce nuova per lasciarmi incontrare da Gesù nella vita quotidiana.
Mi raccolgo e lo immagino mentre avanza tra la folla, al di là del Giordano: il Figlio di Dio si mette in fila con i peccatori per essere battezzato dal Battista. Gesù che ci viene incontro nell’acqua mista a fango del Giordano accettando la nostra condizione di limite e di morte, riversa nel nostro cuore la memoria del bimbo adagiato nella mangiatoia di Betlemme.
Per i Padri della Chiesa, la mangiatoia sporca di fango è l’immagine di ciò che siamo diventati dopo il peccato. Come l’animale torna sempre allo stesso cibo nella mangiatoia, così l’essere umano, sopraffatto dalla debolezza, ritorna al peccato. Quando Dio vuole incontrare l’uomo, va a cercarlo in quel fango perché sa di incontrarlo laggiù.
“Giovanni vede e dice:
Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo.”
La venuta di Gesù riempie la scena di sguardi. Giovanni non conosceva il Cristo, ma lo ha atteso, disponibile ad andare oltre il noto e riconoscere Colui che viene.
Giovanni attendeva in ascolto. La Parola si attende. Il Verbo prende ancora una volta l’iniziativa e viene per immergersi nell’umanità. Gesù, il Dio con noi, lascia il fango della mangiatoia e si mette in fila insieme a noi verso le acque miste a fango del Giordano. Laggiù ci viene incontro e ci aspetta per prenderci con sé. Infatti, il verbo che viene tradotto con “toglie” significa anche “sollevare”, “prendere su di sé”.
L’attesa di Giovanni vive dell’ascolto di Colui che lo aveva inviato e gli aveva rivelato tramite quale segno Gesù sarebbe stato riconoscibile: la sua intimità con lo Spirito. Lo Spirito Santo, l’amore che unisce Padre e Figlio, non poteva manifestarsi se non nel Figlio!
Ora Giovanni ha contemplato lo Spirito e sa di aver visto Gesù. Sa che lui è l’uomo che Dio ha mandato come agnello per togliere il peccato del mondo e lo indica agli altri. “Guarda!” dice rivolgendosi a chiunque oggi lo ascolta. “Guarda!” è l’invito rivolto a ciascuno di noi perché l’intimità tra Gesù e lo Spirito sia anche la nostra, ci guarisca, ci sollevi e ci unisca gli uni agli altri, figli e fratelli per fare del mondo una sola famiglia.
La parola aramaica “taliah” può significare sia agnello che fanciullo/servo. Giovanni non dice forse anche a noi: “Guarda il fanciullo e servo che viene a prenderci con sé”? Questo “Guarda il fanciullo!” risuoni come: “Ricorda che ti è stato donato un fanciullo, il Dio con noi”. Ora che le feste sono finite, resta in ascolto, ricordati di lui e lasciati sollevare. Seguilo e indicalo al mondo, perché tutti colgano le tracce del suo passaggio e trovino in la pace.
Maria,
cosa sentivi mentre vedevi Gesù incamminarsi per andare al di là del Giordano?
Cosa ti danzava nel cuore mentre eri in attesa di vederlo tornare da te?
Maria tessitrice,
hai tessuto il corpo al Verbo,
da te Cristo riceve il vestito del corpo: l’umanità, ciascuno di noi.
Grazie per aver donato anche a noi il Figlio di Dio!
Insegnaci a intessere le nostre vite
con il filo della docilità e dell’obbedienza alla volontà di Dio,
con il filo dell’umiltà e della mitezza dell’agnello di Dio,
con il filo della libertà che ama di un amore indifeso e arriva fino al dono di sé,
per lasciare che Dio ami in noi.
Simonetta, mmx.






