
«Passiamo all’altra riva!»
Ascolta la Parola
In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
Riflessione biblica
Tre sono gli attori della scena evangelica di questa XII domenica del tempo ordinario: il cosmo infuriato, i discepoli che invocano Cristo come rabbi, ed infine Cristo che domina tutta la scena. L’infuriare del lago contrasta con la serenità di Gesù che dorme a poppa. Alla tranquillità di Gesù fa da contrasto la paura che rende i discepoli incontrollati e aggressivi: Non ti importa che siamo perduti? Tra gli elementi della natura scatenata e gli uomini impauriti, sovrasta la sicurezza e il dominio di Gesù il quale placa le forze del mare con due sole parole: taci, calmati! I discepoli avevano scordato l’invito fatto da Gesù: «passiamo all’altra riva». C’è l’invito ad un movimento interiore più profondo. Cioè usciamo dalle nostre sicurezze (religiose, personali, culturali), apriamoci ad altre realtà. I discepoli accettano l’invito, si mettono in cammino! Ma quante difficoltà si trovano ad affrontare: la sera, il vento, le forze ostili, la barca che si riempie di acqua, ma la peggiore di tutte è che Gesù dorme tranquillo. E questo autorizza i discepoli a lamentarsi. L’esperienza che i discepoli fanno è quella di conoscere Gesù, e ciò avviene all’interno di una tempesta. Essi infatti si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare obbediscono?» Il tempo trascorso con lui non è ancora condizione per i discepoli di sentirsi uno in lui. Gesù libera i discepoli dalla paura provocata da un mare in burrasca, ora l’invito è alla fede in lui, una fede che fa scoprire il nuovo volto di Dio. In mezzo alla tempesta, Dio ha il potere di manifestarsi, di bloccare, di placare qualcosa che è disordinato, disordinante e caotico. Come i discepoli, molte volte, anche noi non comprendiamo che: dorma o vegli, «Gesù è con noi» sulla barca, come compagno di viaggio. L’invito per ciascuno di noi e quello di fidarci di Gesù e scegliere come vivere con Lui le tempeste della nostra vita, perché contando solo sulle nostre forze, si fa naufragio. Certo, «passare all’altra riva», non avviene mai senza difficoltà, ma Gesù continua a far sentire la sua rassicurante presenza: «Taci, calmati»
Invitiamo Gesù nelle nostre barche, Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai. (Papa Francesco)






