
La festa dell’Epifania: una luce per tutti i popoli!
Ascolta la Parola
In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.
Riflessione biblica
La festa dell’Epifania ci invita a riflettere su un messaggio fondamentale: Dio non appartiene a un solo popolo, cultura o religione. Al contrario, la Buona Notizia che ci porta è destinata a tutti i popoli senza alcuna distinzione.
C’è un detto italiano che dice: “L’Epifania tutte le feste porta via.” Ma questa festa non è solo la chiusura del periodo natalizio: è la celebrazione della rivelazione universale di Dio. Per noi cattolici, questo vale ancora di più: la parola “cattolico”, infatti, significa proprio questo: universale, aperto a tutti.
Nel Vangelo dell’Epifania, troviamo la figura di Erode, un re che rappresenta coloro che sfruttano la religione per i propri interessi. Anche oggi vediamo molti politici e leader che usano la fede solo per ottenere consenso. Quando la religione diventa uno strumento di potere, perde la sua autenticità. Dio non può essere piegato ai desideri e alle ambizioni degli uomini.
Non possiamo celebrare questa festa senza guardare al mondo che ci circonda. Viviamo in un tempo segnato da guerre, sofferenze e ingiustizie. Alcuni eventi ci scoraggiano e rischiamo di pensare che tutto ciò sia “normale” o inevitabile. Ma accettare passivamente la violenza e l’ingiustizia significa perdere la speranza.
Il genocidio in Palestina, la guerra tra Russia e Ucraina, la crisi in Sudan, Yemen, Congo, Mozambico e molti altri conflitti dimenticati, ci ricordano che molte persone non riescono a sentire questa Buona Notizia, perché sono immerse nella sofferenza e nel dolore. Come possiamo dire loro che Dio è vicino? Che Dio li ama e non li ha abbandonati?
La risposta ci viene dai Magi di cui parla il Vangelo. Essi sono un esempio di speranza e coraggio: hanno saputo riconoscere i segni di una nuova luce e hanno deciso di mettersi in cammino per seguirla. Hanno lasciato tutto per cercare la verità e per vedere con i loro occhi se quella luce fosse reale.
Anche noi siamo chiamati a fare lo stesso: cercare i segni di speranza anche nei momenti più bui; metterci in cammino, anche quando la strada sembra incerta e portare la luce di Dio a chi è nella sofferenza, con le nostre azioni e la nostra preghiera.
La festa dell’Epifania ci ricorda che la luce di Dio non conosce confini. È destinata a tutti, anche a chi sembra lontano o perduto. Il mondo di oggi ha bisogno di questa luce più che mai: una luce che porta pace, amore e giustizia.
Non possiamo rimanere fermi o rassegnati di fronte alle ingiustizie. Come i Magi, dobbiamo muoverci, seguire la luce e diventare portatori di speranza.
In un tempo di paura e incertezza, la nostra preghiera e il nostro impegno possono diventare un segno concreto di questa Buona Notizia: Dio è vicino a tutti, sempre. E questa è l’Epifania: la rivelazione di un Dio che ama ogni popolo, ogni cultura e ogni persona.






