
Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino
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1 In quei giorni venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea 2 dicendo: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!". 3 Egli, infatti, è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: “Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”. 4 E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. 5 Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui 6 e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 7 Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: "Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? 8 Fate dunque un frutto degno della conversione, 9 e non crediate di poter dire dentro di voi: "Abbiamo Abramo per padre!". Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. 10 Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. 11 Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. 12 Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile".
Riflessione biblica
Dopo il monito di Gesù, risuonato la settimana scorsa: «vegliate […] siate pronti […] non siate come ai tempi di Noè quando «non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti» (Mt 24,39), nella Liturgia di questa seconda Settimana di Avvento risuona l’invito di Giovanni Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!» (Mt 3,2).
Giovanni, il più grande tra i nati da donna (cfr. Lc 7,28), ultimo profeta dell’Antico Testamento e primo testimone di Gesù, si presenta rivestito di peli di cammello e una cintura attorno ai fianchi, si nutre di cavallette e miele selvatico. Nella sua radicalità di vita, non ha pretese per sé, si dichiara «voce di uno che grida nel deserto», venuto a preparare la via a Colui al quale non si sente degno di portare neppure i sandali. La sua missione è annunciare che la salvezza imminente è per tutti coloro che sono disposti a convertirsi.
Toccata dalla sua predicazione, la folla accorre a lui da Gerusalemme, da tutta la Giudea e da tutta la zona lungo il Giordano per farsi battezzare e confessare i propri peccati. Accorrono anche Farisei e Sadducei che Giovanni – a causa della loro ipocrisia – non teme di chiamare «razza di vipere», avvertendoli che non basta essere figli di Abramo per ottenere la salvezza. Occorre che si ravvedano, che nella loro vita maturi il «buon frutto» di un sincero ritorno a Dio. Colui che sta per venire, infatti, «battezzerà in Spirito Santo e fuoco», pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile.
Non a caso, Gesù darà inizio alla sua predicazione con le stesse parole di Giovanni: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 4,17) portando a compimento la predicazione profetica. Come, infatti, Ezechiele già predicava che «Dio non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva» (Ez. 33,11), così Gesù proclama di non essere venuto a chiamare i giusti ma i peccatori (Mc 2,17) e che «c’è più gioia in cielo per un peccatore che si converte, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione (Lc 15,7).
Oggi purtroppo, in un mondo sempre più narcisistico e autoreferenziale, raramente – anche nella catechesi e nella pastorale – risuona con forza l’annuncio: «convertitevi perché il Regno dei cieli è vicino» dimenticando che “convertirsi” è prima di tutto uscire da se stessi, è rivolgere il cuore e il cammino verso Dio, è lasciarsi avvolgere dall’amore e dalla misericordia del Padre buono che attende e scruta da lontano il nostro ritorno a Lui per abbracciarci e fare festa (Lc 15,11-24); è porsi davanti a Lui in verità, pronti a cambiare vita, a lasciare i nostri sentieri tortuosi per seguire le Sue vie, che sono sempre, per tutti, «vie di vita» (At 2,28).
In questo Avvento chiediamo, dunque, il dono della “conversione” per camminare con rinnovata fiducia incontro al Signore che viene; preghiamo perché – come Chiesa –possiamo far risuonare in tutto il mondo, con parresia evangelica, l’annuncio: «convertitevi perché il regno di cieli è vicino», nella rinnovata certezza che «Dio, nostro salvatore vuole che tutti gli uomini siano salvi e arrivino alla conoscenza della verità» (I Tm 2,4).






