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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Con Lui ridire il nostro sì


Ascolta la Parola

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Lc 4,1-13

Riflessione biblica

Come anche Matteo, forse da una fonte comune, Luca sviluppa il discorso sintetico sulle tentazioni del vangelo di Marco. Dettagliandole così, mette sotto ai nostri occhi non solo l’uomo Gesù, ma l’essere umano di ogni tempo, noi stessi.

Saziare le proprie brame, possedere, accumulare, dominare se possibile il mondo intero e fino al cuore dell’umanità riempiendola di meraviglia e ammirazione… è il sogno nascosto di ogni essere umano, che ciascuno realizza negli spazi che gli sono consentiti senza smettere di sognare oltre.

Ci sono società costruite sull’essere i primi, ove i secondi già soffrono e gli altri cominciano a sentirsi falliti. La casa più bella, il telefono appena uscito, l’auto più prestigiosa, i voti migliori, i viaggi più esclusivi… ammiriamo chi può e se restiamo in corsa cerchiamo anche noi di guadagnare spazi.

Oggi questa corsa va alla grande fra gli stati: finito il sogno di una mondializzazione di stati fratelli, ognuno vorrebbe essere il primo, contare nelle guerre e nei trattati di pace, capifila in ciò le cosiddette grandi potenze che levano in tutte le tonalità l’inno del “prima noi” e cioè “solo noi”. Ormai, la protezione della casa comune passa in secondo piano, la solidarietà è orientata a sostenere guerre e riarmo, la giustizia può aspettare di fronte agli affari.

Gesù, uomo come noi, ha sperimentato il fascino del mondo: è il messaggio scandaloso di questa pagina. Come essere umano ha avvertito l’attrazione dei beni, dell’appagamento personale, del potere, del prestigio. Vi ha risposto con la sola arma possibile: la disciplina di sé stesso e la parola del suo Dio. E quando il Maligno ha preso la stessa Parola per convincerlo: «…sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano” …», ha saputo andare al suo senso profondo di fedeltà al Padre.

Il popolo d’Israele nei suoi quarant’anni nel deserto sperimentò l’infedeltà. Gesù, uomo nuovo, diventa capofila di un popolo a cui trasmette la forza del suo sì al volere del Padre, per un mondo che diventi regno. Quaresima è imboccare questa strada dietro a lui con più decisione, imparando da chi nella discrezione la sta già percorrendo ed è segno di speranza.

Sono tanti. Non hanno il pensiero di essere i primi, si lasciano toccare dalla compassione del prossimo e dall’amor di Dio, consumano giornate e vita nel dono di sé senza mai fare i conti di cassa. Vite semplici, vite sprecate, vite che contengono la forza sempre viva del Vangelo, sacramenti viventi di quel Gesù che ha squarciato col suo dono di sé il cielo grigio di vite vissute per interesse.

Per risituarci nella sua sequela, ecco la quaresima, tempo in cui, nella preghiera, riallacciare più fortemente il nostro rapporto con Dio e così, con nuova energia, «camminare insieme nella speranza», come invita il messaggio del Papa. Il mondo ha urgente bisogno di uomini e donne così.

Lampada ai miei passi

Teresina Caffi

Teresina Caffi, nata a Pradalunga (Bergamo) nel 1950, è entrata fra le Missionarie di Maria, Saveriane, nel 1971 e ha fatto la sua prima professione nel 1974. Nel 1982 è partita per il Burundi. Da lì, nel 1984 è passata nell'allora Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo). Licenziata in Teologia biblica, ha lavorato nell'ambito dell'animazione parrocchiale e dell'insegnamento biblico. In questi anni vive sei mesi l'anno in una comunità nella Repubblica Democratica del Congo e sei mesi in Italia

Riflessioni Bibliche