Camminiamo verso la speranza della Pasqua
Con la cenere sul capo camminiamo verso la speranza della Pasqua.
Convertiamoci a Dio, ritorniamo a Lui con tutto il cuore (cfr. Gl 2,12),
rimettiamo Lui al centro della nostra vita,
perché la memoria di ciò che siamo
– fragili e mortali come cenere sparsa nel vento –
sia finalmente illuminata dalla speranza del Risorto.
E orientiamo verso di Lui la nostra vita,
diventando segno di speranza per il mondo:
impariamo dall’elemosina a uscire da noi stessi per condividere i bisogni gli uni degli altri e nutrire la speranza di un mondo più giusto;
impariamo dalla preghiera a scoprirci bisognosi di Dio, “mendicanti del cielo”, per nutrire la speranza che dentro le nostre fragilità e alla fine del nostro pellegrinaggio terreno ci aspetta un Padre con le braccia aperte;
impariamo dal digiuno che non viviamo soltanto per soddisfare i nostri bisogni, ma che abbiamo fame di amore e di verità, e solo l’amore di Dio e tra di noi riesce davvero a saziarci e a farci sperare in un futuro migliore.
Ci accompagni sempre la certezza che da quando il Signore è venuto nella cenere del mondo, «la storia della terra è storia del cielo. Dio e l’uomo sono legati ad unico destino» (C. Carretto, Il deserto nella città, Roma 1986, 55), e Lui spazzerà via per sempre la cenere della morte per farci risplendere di vita nuova.
Con questa speranza nel cuore, mettiamoci in cammino. E lasciamoci riconciliare con Dio.
Stralciato da: OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO LETTA DAL CARDINALE ANGELO DE DONATIS
Basilica di Santa Sabina - Mercoledì, 5 marzo 2025



