Da Bukavu: una preghiera
Preghiera per il popolo della Repubblica Democratica del Congo
Signore, in mezzo a questo popolo che soffre, ancora una volta umiliato,
di fronte alla menzogna e alla violenza che trionfano,
circolava in fondo a me una domanda, sulla soglia fra fede e non fede:
ma serve tanta preghiera che si leva?
Servono gli incontri di preghiera dei credenti di popolazioni lontane
per dire solidarietà e chiedere soccorso a te, nostro ultimo ricorso?
Soprattutto, serve la fede tenace di questo popolo?
Intanto la storia procede quasi ineluttabile: città dopo città, villaggio dopo villaggio, l’est del Congo cade, tramite la forza e l’inganno, complice una facciata di ribellione locale e approfittando della fragilità delle istituzioni e della complicità internazionale.
Ancora una volta nel popolo stremato c’è chi balla di fronte all’aggressore per il terrore d’esser confuso con un resistente,o perché ormai non gli resta che sperar di vivere e far vivere i suoi figli.
Negli obitori i corpi si accumulano, per la violenza che precede e accompagna l’arrivo dei vincitori. I giovani vengono invitati ad arruolarsi, nuova carne da cannone per un’impresa non loro.
Non servono più le vecchie carte d’elettore che erano anche d’identità, ora ci sarà una nuova identità. Del resto, quando hanno votato, chi ha rispettato il loro voto?
Ai paesi tecnologicamente avanzati, una cosa interessa: rifornirsi dei minerali strategici dell’est del Congo tramite un paese vicino che sa far funzionare le cose. Poco importa come se li procura, ci sarà modo di disinfettarli. E a lui interessa di allargare gli spazi e approvvigionarsi più facilmente. Difatti i minerali già gli arrivano in casa senza problemi di frontiera.
E allora anche Tu, Signore, dirai: cosa potevo fare di più per salvare questo mondo?
Non vi è bastato mio Figlio? E perché siete venuti nelle mie chiese?
Perché dite belle parole? È il mio corpo che piange nei corpi dei Congolesi,
sono io che sono umiliato quando vengono pestati e uccisi,
sono io che hanno sepolto in fretta in una fossa comune a Goma.
Non potevo far altro che prendere la sorte degli ultimi
e ancora adesso sono lì.
E IO SO COME ATTRAVERSO IL LORO DOLORE QUESTO MONDO SARÀ RISCATTATO.
RICAMBIERANNO L’OLTRAGGIO DEL MONDO CON UNA PORTA DI SALVEZZA.
INSIEME A MIO FIGLIO.
Teresina Caffi



