Ti chiediamo la pioggia
O Dio nostro Padre,
siamo un po’ imbarazzati a chiederti la pioggia.
Non perché tu non ce la possa dare,
ma perché tu avevi tutto bene ordinato e previsto.
Siccità, ce ne sono sempre state, è vero,
ma adesso sappiamo che non è un fenomeno solo occasionale.
Ora sappiamo che abbiamo devastato
questo mondo e la sua atmosfera
e adesso le cose cominciano a non funzionare.
E le conseguenze ricadono su tutti,
anzi a volte più su chi non c’entra.
Per questo siamo imbarazzati a chiederti la pioggia.
Perché le preghiere devono essere responsabili
e possiamo pregarti solo al culmine del nostro impegno
per raddrizzare le cose da parte nostra.
E invece siamo qua, come prima.
Usciti dalla costrizione del Covid,
abbiamo dimenticato i nostri propositi di saggezza
e siamo tornati a consumare alla grande,
a sprecare alla grande. E ci sembra un diritto.
Per questo siamo imbarazzati a chiederti la pioggia.
Però tu sei misericordioso proprio con chi è difettoso, come noi.
Non ascoltare noi, ascolta il grido strozzato
delle piante esauste, delle erbe assetate.
Ascolta il belare dei greggi e delle mandrie, e la pena dei pastori.
Ascolta i pesci di fiumi ridotti a sguazzare in pozzanghere.
Da’ ristoro a noi tutte tue creature assetate.
E fa che ci rendiamo conto che, se avidi abbiamo assetato la terra,
è in fondo perché non ci siamo dissetati da te.
Abbi pietà di noi e ridona con la pioggia respiro
a noi tutte, tue creature,
e la saggezza perché impariamo a custodire
questo “splendido pianeta” di cui non c' è ricambio.




