Rosa (Rosetta) Biella
La nostra sorella Rosa Biella (per tutti Rosetta) si è spenta dolcemente domenica 21 settembre, nella notte, dopo un lungo periodo di infermità. Mentre, con i nipoti oggi presenti in mezzo a noi, ringraziamo il Signore per avercela data, ricordiamo insieme alcuni tratti salienti della sua vita e della sua personalità.
Rosetta nasce a Desio (attualmente provincia di Monza Brianza) il 12 ottobre 1931. Cresce con i suoi fratelli e sorelle in una famiglia che le trasmette i valori cristiani. Attiva nell’Azione Cattolica, si sente attratta dalla vita missionaria grazie alla testimonianza dei Saveriani che da anni sono presenti e operanti a Desio.
Arriva a Parma tra le Missionarie di Maria il 30 maggio 1956, preceduta da altre giovani ugualmente provenienti da Desio e dintorni. Emette la sua professione religiosa il 2 luglio 1960 e la professione perpetua nel 1966.
Nel 1960, da neo professa, svolge per 4 anni il servizio di consigliera e addetta all’economato in casa madre. Dopo alcuni mesi a Posillipo per servizi vari nella casa di cura dei Missionari Saveriani, nel 1966 ritorna in casa madre come vice maestra delle sorelle in formazione. In seguito frequenta le scuole superiori a Borgotaro (PR) ottenendo la maturità magistrale nel 1969.
Nel 1969 è eletta economa generale, incarico che svolgerà con amore fino al 2011. A questo si aggiunge nel 1972 la nomina a rappresentante legale. Molto precisa, Rosetta si tiene aggiornata su tutto ciò che può essere utile conoscere. È piuttosto silenziosa e molto riflessiva, prudente nelle decisioni, per cercare il vero bene della nostra Famiglia. Senza mai lamentarsi, ha una grande capacità di “lasciar cadere”, come P. Spagnolo consigliava; soffre, perdona e poi si ricomincia. E questo suo atteggiamento lo vive anche durante il tempo della malattia.
Rosetta non esita a sacrificarsi: quanti faticosi viaggi in Italia per dare inizio a nuove comunità, controllare i cantieri! Devotissima a San Giuseppe, quando c’è qualche situazione difficile da affrontare, prega, sa tollerare l’ansia in silenzio, ma anche chiedere aiuto a persone competenti e sagge, verso le quali nutre una grande riconoscenza.
Al suo fianco, inseparabile, la fedelissima amica e sorella, Amelia Ferrario. Due caratteri opposti ma entrambe totalmente donate alla nostra famiglia missionaria. Entrambe sentono fortemente la responsabilità di aiutare la Congregazione a crescere, anche economicamente, in Italia e all’estero, perché possa portare avanti la sua missione.
Un impegno particolare Rosetta lo profonde con Amelia per la realizzazione della Casa di riposo di Ceggia, consapevole dell’opportunità di questa realizzazione. Quante volte Rosetta e Amelia si recano a Ceggia per la casa, ma anche per visitare ogni singolo contadino che si prende cura dei terreni! Ancora oggi tutti le ricordano con affetto per la loro saggezza e umanità nel trattare con le persone, e per l’aiuto concreto ricevuto talvolta per risolvere problemi familiari.
Rosetta ama molto i suoi familiari, e anche i nostri. Nei suoi viaggi di lavoro, quando possibile, non manca di far loro visita. Mantiene contatti con tante persone e coltiva un rapporto di riconoscenza con i benefattori.
Si tiene aggiornata non solo su temi di economia ma anche su teatro, opere liriche, musica classica (che registra e manda alle sorelle in missione). È appassionata anche di storia e di personaggi famosi.
Rosetta coltiva molto la sua vita di preghiera. Proprio grazie alla sua grande fede e all’unione con il Signore, riesce a portare avanti con amore e dedizione il servizio non facile che le è stato affidato.
Nel 2014 le sue condizioni di salute non le permettono più di svolgere il suo lavoro in economato generale e inizia l’ultima fase della sua vita. Rosetta, bisognosa di cure (di cui si mostra sempre grata), è ancora capace di offrire la sua preghiera, la sua sofferenza, il suo consiglio, la sua battuta arguta.
Inizialmente recita ancora a memoria passaggi dei Promessi Sposi o della Divina Commedia e tante poesie, citati sempre al momento giusto.
In particolari momenti pronuncia in sequenza quattro parole che sembra abbiano dato molta luce alla sua vita: “Amore, bontà, misericordia e perdono”.
Negli ultimi tempi, con l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, tutto per lei diventa più difficile, anche comunicare. Ma l’affetto e le cure delle sorelle e del personale di assistenza continuano ad accompagnarla. A tutte la nostra riconoscenza.
Grazie, Rosetta per quanto ci hai amati. Ora riposa nella pace del Signore e prega per tutti noi che siamo ancora pellegrini su questa terra.




