La gioia di lasciarsi accogliere
Da alcuni giorni viviamo à Keba, un villaggio a 6 km da Kongolo, la cittadina rurale sede della Diocesi. Domenica 19 giugno, con una celebrazione solenne presieduta dal nostro Vescovo Oscar Ngoy, siamo state accolte in parrocchia : ci hanno riservato un'accoglienza africana memorabile, gioendo del fatto che per la prima volta questo villaggio ospita una comunità di religiose.
Dopo un tratto di strada fatto al suono della banda musicale, entrando in chiesa, ci siamo inginocchiati per una preghiera silenziosa di rendimento di grazie : un momento intenso, insieme, come Corpo di Cristo che prega e accoglie il dono di Dio.
In quei pochi minuti abbiamo chiesto la grazia di vivere la comunione tra questa gente e diventare pane spezzato per la loro vita… e che Lui stesso compia l’opera che ha iniziato !
Durante la Messa mons. Oscar ci ha consegnato la Bibbia, dicendo ai cristiani che la nostra presenza e il nostro lavoro trova in questa Parola il suo senso.
Dopo il pranzo in una marcia ritmata da musica e canti, ci hanno accompagnate e “istallate” nella casetta messa a disposizione dal capo villaggio. La gente ha lavorato molto per renderla bella e accogliente e la diocesi ha fatto di tutto per prepararla, mettendo le cose essenziali. Nella stanza più grande, che fa da refettorio e saloncino, è stata ricavata una piccola cappellina in compensato, dove preghiamo e abbiamo il conforto della presenza dell’Eucarestia.
Siamo in mezzo alla gente, vicino alla nostra porta c’è un piccolo mercato dove le donne vendono pesce secco, farina di manioca e di mais, arachidi, pomodori, patate dolci fritte nell’olio di palma, riso e altre piccole cose. Siamo al crocevia di tre strade : è una posizione meravigliosa. Basta uscire di casa per incontrare gente che va e viene a piedi, in bicicletta, in moto (le macchine qui quasi non esistono). Bambini ovunque che vengono a chiederci “munalamuka?” “Vi siete svegliate”.
Passa qualche raro camion che viene da Bukavu, da Lubumbashi, luoghi lontanissimi da qua. Sono in strada da due settimane, da un mese a causa dello stato terribile delle strade. Arrivano qua con tanti prodotti che poi sono venduti al mercato di Kongolo e ripartono nella polvere con prodotti agricoli locali : olio di palma, arachidi, miele.
Siamo nella stagione secca, tutto è sabbioso intorno a noi e il chilometro che ci separa dalla parrocchia in un lungo tratto sembra una spiaggia. Si cammina con un po’ di difficoltà, ma non è niente rispetto a quelli che devono spingere la bicicletta carica di pesi, le moto con bagagli di ogni tipo e magari anche tre persone… Solo i camion se la cavano bene, perchè hanno una buona trazione e prendono questa strada a tutta velocità facendo sollevare tanta di quella polvere… ecco che tornano utili anche le mascherine anticovid.
Tanta gente passa a vedere come stiamo e ci porta qualche dono. Un prete di una parrocchia a 30 km da qui ci ha lasciato delle banane da cuocere, un gallo e una gallina, storditi dal viaggio in moto, ma dopo poco la gallina ha persino fatto l’uovo… anche lei il suo regalo !
Questa nostra presenza è frutto di un discernimento in comune per andare in una zona più isolata, dove maggiore è il bisogno di annuncio. Il parroco e il suo vicario ci hanno già presentato tanti bisogni pastorali di questa giovane chiesa. Per ora ci dedichiamo all’ascolto della realtà per poterci inserire nella vita di questa gente e conoscere le loro gioie, speranze, sofferenze. Come primo passo missionario ci lasciamo accogliere, che è il modo migliore di conoscere. Pole pole, piano piano, iniziamo la nostra vita qui. Per ora siamo due, ma il mese prossimo verrano a fare il loro stage apostolico due novizie che si preparano alla professione religiosa e in agosto arriverà il terzo membro della nostra comunità, una giovane sorella congolese, Dumiel.

Come si dice qui, in kihemba : Afako wa Vilié ! Grazie a Dio!




