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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Marco in una notte

Veronica Paredes
830
08 Giugno 2022

È venerdì e il sole comincia a salutare per fare spazio alla sera, alla notte. 

Stadera di Milano è un quartiere misto dove la realtà è tessuta tra magistrati e persone povere, stranieri e disoccupati. 

Il quartiere vede arrivare un gruppo di ragazzi e alcuni adulti: prima tre, dopo quattro... dopo altri. Chi sono questi qui? Il vicinato non gli conosci. Perché portano zaini, tappetini arrotolati, sacchi a pelo? 

Sono entrati tutti nel cortile della “Chiesa Rossa” – parrocchia di Santa Maria Annunciata, il cuore pulsante del quartiere. Una comunità di fede che offre una robusta proposta cristiana (cura dei sacramenti, catechesi, approfondimenti culturali) e una grande attenzione alla carità, grazie al carisma del parroco don Walter Cazzaniga.

Ma come? Quaranta minuti dopo incomincia come una processione per la strada di questo gruppo con zaini, tappetini arrotolati e sacchi a pelo guidate da un prete… Anche se giovani c’è qualcosa in loro di diverso, chi sono? Cosa fanno di venerdì sera nel nostro quartiere? Lasceranno dormire i vicini…?

Un poco prima delle 21 siamo arrivati dalle Suore Dorotee di Cemmo presso il convento Cocchetti dopo avere condiviso la cena preparata da don Matteo e un gruppo dei nostri compagni di classe. Don Matteo Crimella è il nostro professore di “Esegesi dei Sinottici” alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (FTIS) a Milano.

Suor Emanuela Albertelli -Superiora della comunità- ci aspettava, le porte della cappella erano spalancate – sembrava che anche Gesù ci aspettassi. Suor Emanuela ci ha fatto vedere i saloni dove portare i nostri tappetini o sacchi a pelo per dormire dopo la veglia “Marco in una notte”.

Ragazzi in veglia? In una notte di venerdì a Milano?! 

L'idea di leggere Marco in una notte si deve al monaco benedettino fiammingo Benoit Standaert che ha intitolato il suo commento a Marco: "Marco, Vangelo di una notte, Vangelo per la vita". La sua idea è che Marco fosse una haggadah pasquale, cioè un testo che si leggeva la notte di Pasqua, prima che il catecumeno, spogliatosi dei suoi abiti, scendesse nel fonte per risalire rinato alla vita eterna. 

Ascoltare vegliando in una notte il Vangelo di Marco è ripercorrere tutto il cammino dell'iniziazione alla fede e alla sequela di Gesù, terminando con l'Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana. In FTIS si studia il Vangelo come un testo biblico; nella preghiera l'abbiamo ascoltato come Parola di Dio. 

La grazia di una notte così sta tutta nel poter leggere per intero il vangelo, che solitamente si ascolta spezzettato. In questo modo si colgono nessi, relazioni, continuità che non si notano. 

Gesù senz’altro ci aspettava: erano disposte le bibbie in diverse lingue ai piedi dell’altare, i foglietti dei canti e noi… Ci avvolgeva un silenzio serenamente aspettante, come quello che antecede e anticipa l’incontro così desiderato tra amici, tra fratelli, tra Gesù e noi.

La notte ci avvolgeva… chi sa quante notte ha vissuto Gesù con i suoi discepoli così… Ed ora era così anche per noi, una notte ai piedi del Maestro guidati da uno dei Dodici: Marco.

Il Vangelo fu proclamato in greco, latino, italiano, arabo, spagnolo, francese ed inglese in un ritmo che soltanto lo Spirito poteva creare tra Parola, ascolto e la risposta nel profondo dei nostri cuori.

“Per me e per mia moglie è stata un’esperienza rigenerante. Era da tanto che non partecipavamo a un vero ritiro spirituale, come quelli persi nei ricordi dell’adolescenza. È stato bellissimo assaporare la Scrittura in questo modo insolito e soprattutto farlo con persone amiche, veri fratelli e sorelle nella fede, e condividere tra noi e anche con don Matteo i momenti più informali, ricchi di legami e conoscenza” (Lorenzo).

“In questo periodo, dopo un'esperienza di lavoro andata male, mi ritrovo in una situazione di precarietà. Tuttavia, il Signore non ha smesso di prendersi cura di me nemmeno un'istante con tanti doni e con l'aiuto e la vicinanza di tante persone in uno modo sorprendente. Nonostante questo, mi capita spesso di ricadere nella paura e nella preoccupazione e mi sento come i discepoli quando discutono fra loro perché non hanno il pane, sebbene il Signore lo avesse moltiplicato poco prima davanti a loro.

Durante la lettura del vangelo di Marco in una notte sono rimasto colpito e consolato dalla paternità di Gesù che non smette di amare e di insegnare ai suoi discepoli malgrado l'incomprensione che emerge con continuità nella narrazione tra ciò che il Signore compie e ciò che gli Apostoli realmente comprendono” (Kirolos).

Sono quasi le 4 del mattino ed è ancora buio, ma i cuori risplendono. Abbiamo concluso con la celebrazione dell’Eucaristia e mangiato dei dolci insieme prima di andare a dormire. A dormire? Ma si può dormire dopo una notte così? 

Pochi sono stati i testimoni oculari nel quartiere che hanno visto tornare questa processione del gruppo con zaini, tappetini arrotolati e sacchi a pelo. No, non eravamo gli stessi da alcune ore fa… I cuori e gli sguardi risplendevano in modo diverso, nonostante le poche ore di riposo.

Marco ci ha raccontato sul Figlio dell’Uomo. Marco ci ha guidato verso il Figlio di Dio, in croce e Risorto per noi. La nostra preghiera è che anche noi possiamo proclamare dal profondo della nostra anima e con la intera vita: davvero Gesù è il Figlio di Dio (cfr. Mc 15, 39).

È bastata una notte… Marco in una notte.