Un invito ed un invio
Durante il mese dedicato alle missioni, noi, giovani animatori missionari, siamo stati chiamati ad assumerci un impegno concreto: diffondere la parola di Dio qui, nella nostra città di Cava de'Tirreni. Come le saveriane alle periferie del mondo, annunciare e fare dono di Dio nel nostro piccolo angolo di mondo. Siamo stati mossi da questo desiderio comune di dare testimonianza e ci siamo incontrati in modo costante durante il mese missionario, per dare vita ad un’iniziativa di evangelizzazione: scendere nella nostra piazza ed animarla, cioè dare anima, diffondere uno spirito nuovo. Questo progetto ci ha uniti e ci ha spinti a mettere a disposizione noi stessi, il nostro tempo e le nostre risorse seguendo il motto missionario "tutte le forze e i mezzi per la missione".

E così, dall’unione delle nostre forze, ha avuto vita “Il regno del Noi più grande”, una serata di animazione di strada per annunciare il regno di Dio. Due artisti, travestiti da enormi burattoni, per le strade hanno inscenato la parabola degli invitati a nozze. “Andate dunque ai crocicchi delle strade e chiamate alle nozze chiunque troverete", questo è l’invito del re, l’invito di Cristo.
Come i girovaghi medioevali si recavano nelle piazze ed intrattenevano il pubblico narrando, suonando e cantando di Dio così con l’aiuto di musicisti e cantanti, che hanno aderito all’iniziativa in modo disinteressato, siamo riusciti a creare un clima di festa, degno di un vero e proprio ricevimento di nozze. Noi animatori ci siamo occupati della realizzazione e dell’allestimento di cartelloni di annuncio al Vangelo e lanterne per illuminare le vie.Tutto ciò nasce dal messaggio di Papa Francesco: «Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» e quindi dall’intenzione di sensibilizzare la nostra popolazione, di invitare ed inviare tutti. Inviare perché il Signore ci manda come testimonianza vivente del suo amore ed invitare tutti al suo banchetto di nozze, dove ci offre se stesso gratuitamente. Ed è questo il significato pieno della missione, un invio ma anche e contemporaneamente un invito che ci viene rivolto.
Noi, incontro dopo incontro, abbiamo fatto esperienza di questo nell’impegno, nel dono gratuito e nel sacrificio ma anche nella fratellanza, comunione e dedizione. Abbiamo, infatti, lavorato manualmente occupandoci dell’ideazione e concretamente della creazione e parallelamente abbiamo vissuto momenti di condivisione e di incontro, tra di noi e con il Signore.
In questo modo abbiamo sperimentato i due aspetti fondamentali della vita del missionario, che coesistono in modo indissolubile, l’aspetto più tangibile e pragmatico e quello più spirituale ed ascetico. E dell’uno e dell’altro abbiamo fatto conoscenza diretta. Ci siamo messi in gioco, abbiamo incontrato svariate difficoltà e conosciuto le piccole fatiche organizzative, abbiamo rischiato e temuto di non essere accolti ma, poi, anche e soprattutto, abbiamo assaporato la bellezza di veder germogliare i nostri frutti e di aver prestato servizio a e per Dio, di essere stati strumento della Sua grazia. E questo è quello che e ci ripaga, restituendoci mille volte tanto e facendoci sentire grati.






