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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Amore e sessualità

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14 Aprile 2021

La volta scorsa abbiamo parlato di quanto possa essere difficile individuare la propria strada nel mondo, la propria missione nella vita. Tuttavia, la scelta di un percorso di studi o di un lavoro, per quanto possa essere importante, non è certo l'unica occasione in cui siamo chiamati a fare discernimento. C'è un altro campo in cui è di vitale importanza riuscire ad orientarsi in maniera corretta ed è quello dell'affettività.

Come possiamo capire se quel ragazzo o quella ragazza è la persona giusta per noi? Come possiamo distinguere il vero amore dalla semplice cotta? Come fare per non ritrovarsi invischiati in rapporti fasulli o peggio ancora tossici o pericolosi?

Anche in questo caso è sicuramente utile chiedere aiuto alle scritture.

La Bibbia presenta l'uomo come l'unione di tre parti distinte: il corpo l'anima e lo spirito, come ci ricorda San Paolo, però, per essere ancora più chiari, e non correre il rischio di confondere l'anima con lo spirito, preferisco utilizzare i corrispettivi in un linguaggio un po' più moderno ovvero: corpo, mente e spirito

Il primo livello dell'innamoramento è quello del corpo, cioè fisico, vale a dire quello del contatto sensibile, in quanto non è possibile innamorarsi di una persona di cui non abbiamo percezione sensoriale. Attraverso i nostri sensi entriamo in contatto con l'altro e ci accorgiamo che ci attrae, che la sua voce è gradevole, che ha un buon profumo, che ci piace il modo in cui cammina o ride. È una percezione prettamente sensoriale ed emotiva, che ci coinvolge fortemente, è la cosiddetta cotta. L'attrazione sensoriale, dunque la fase fisica, è una condizione necessaria all'amore ma non sufficiente. Innanzitutto perché non vediamo l'altra persona per ciò che realmente è ma vediamo solamente una sintesi delle nostre percezioni e delle nostre aspettative. Mi spiego meglio. Quando leggiamo un testo i nostri occhi scorrono veloci sulle lettere, senza leggerle realmente tutte, mentre il nostro cervello ci propone le parole che nel testo avrebbero ragionevolmente più senso. Lo stesso accade con una persona che non conosciamo davvero profondamente. La nostra mente crea un'immagine ideale dell'altro attribuendogli caratteristiche che molto spesso non sono reali. In poche parole vediamo dell'altro solo ciò che vogliamo vedere.

In secondo luogo, questo tipo di attrazione si può provare per molte persone, non è una realtà esclusiva e non comporta quindi l'unicità, che è indispensabile per la fedeltà.

Il secondo livello dell'innamoramento è quello psichico. È il momento in cui gli innamorati scoprono che bello stare insieme, che è piacevole parlare e confrontarsi, che le differenze reciproche possono essere arricchimenti e costruttive. L'altro viene percepito non più come un oggetto del desiderio ma come una persona, con i suoi pregi e difetti. Le due personalità si incastrano in maniera interessante e per la prima volta si comincia a parlare di un noi. Si impara a metabolizzare gli eventuali scontri ed a capirsi profondamente. Anche la fase psichica è una condizione assolutamente necessaria per l'amore, ma non ancora sufficiente. Anche in questo caso, stiamo con questa persona perché ci fa stare bene quindi, in fin dei conti, si tratta ancora di un calcolo, di una scelta che, soppesando pregi e difetti, ci conviene. Inoltre anche questo livello non comporta l'unicità perché potremmo conoscere altre persone con cui stiamo bene, con cui possiamo parlare e capirci.

Il terzo livello dell'innamoramento è quello spirituale. Lo spirito è la parte più recondita di noi, è il luogo che contiene la nostra verità più profonda, un posto in cui non entra mai nessuno, a volte nemmeno noi stessi. Soltanto Dio ha accesso al nostro spirito, a quel luogo in cui non c'è razionalità, non c'è ragionamento, non c'è calcolo, c'è solo intuizione. E questa intuizione la manda Dio. Il nostro spirito non si domanda se stare con quella persona ci farà stare bene, se sarà conveniente per noi, se ci renderà felici. Il nostro spirito intuisce semplicemente e sinceramente che quella persona è l'altra metà di noi, è quella per la quale saremmo disposti a dare la vita. E questo anche quando non ci converrà, anche quando questa persona sbaglierà, ci ferirà, ci deluderà, quando si ammalerà o invecchierà. L'amore vero è per sempre, nella gioia e nel dolore, senza condizioni, senza considerare il proprio vantaggio ma solo il bene dell'altro. Questa intuizione è unica, la si può provare per una sola persona e logicamente deve essere reciproca. Per il vero amore, per la chiamata al matrimonio, sono indispensabili tutti e tre questi livelli e vanno difesi, protetti e coltivati per tutta la vita. Perché una relazione di coppia funzioni veramente bene occorre non solo attraversare tutte e tre le fasi (attenzione non è possibile saltarne nemmeno una) ma è necessario anche lavorare ed impegnarsi affinché tutte e tre le fasi sopravvivano al passare del tempo. Bisogna resistere alla tentazione di credere che una sia più importante delle altre, non è vero, sono tutte e tre ugualmente importanti. Ad esempio, non si può banalizzare la fase fisica pensando che, dopo qualche anno, sia normale che l'altro non ci attragga più. Questo tipo di atteggiamento porta entrambi i partner a lasciarsi andare, a non curare più il proprio aspetto fisico, a nascondendosi dietro la scusa del " tanto lui o lei mi ama lo stesso". E così la fase uno viene a mancare.

Anche l'aspetto psichico del rapporto deve essere costantemente coltivato. Per continuare a stare bene insieme è necessario fare " cose " insieme: parlare, divertirsi, viaggiare, costruire, coltivare sogni. Se si lascia cadere questo aspetto ci si ritrova a vivere l'uno affianco all'altro come semplici coinquilini o colleghi di lavoro, che non hanno niente da dirsi a parte le informazioni di servizio che sono necessarie alla vita di tutti giorni. In questo modo la relazione perde gusto, perde freschezza, diventa noiosa e triste.

Può sembrare strano, ma anche la fase spirituale deve essere costantemente coltivata. Come? Pregando insieme. Se infatti è vero che l'intuizione di cui abbiamo parlato prima viene direttamente da Dio, si comprende facilmente quanto sia importante mantenere sempre aperto questo canale con il Padre grazie alla preghiera, non soltanto in autonomia ma anche e soprattutto in coppia. Due fidanzati, o due sposi, che hanno l'abitudine di pregare insieme ricevono infatti da Dio continue grazie e benedizioni e soprattutto un sostegno costante nel difficile cammino di coppia.
Parlando di amore e affettività non è possibile trascurare l'argomento della sessualità.

È questo un tema particolarmente delicato, soprattutto se cerchiamo di esaminarlo da un punto di vista cristiano, alla luce della nostra fede. Durante gli incontri sui 10 comandamenti, il sesto è sempre quello che presenta più problemi e che scatena i dibattiti più accesi. Molti giovani, ma a dire la verità anche tanti adulti, non sanno come interpretare i consigli che Dio ha voluto donarci per la nostra felicità e che invece a noi, il più delle volte, risuonano come proibizioni frustranti e insensate.

Per questo ho ritenuto opportuno dedicare a questo argomento uno spazio a sé stante.

Chiara Brunelli

Nata a Parma, sposa e madre di due figli. Nel 2014 riceve il dono della Fede e si appassiona allo studio della Bibbia e della teologia. Si impegna come catechista dei giovani e degli adulti e contribuisce alla diffusione del percorso delle Dieci Parole e dei Sette Segni seguendo l'ispirazione di don Fabio Rosini. Attualmente si occupa soprattutto dell'accompagnamento dei ragazzi, credenti e non credenti, che desiderano approfondire il proprio cammino di fede. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.