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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Dal Cameroun un piccolo flash!

Lucia Citro
481
29 Ottobre 2019

Ti penso mentre sono in viaggio verso casa. Sto rientrando da Yaoundé, dove ho partecipato a un incontro sulla tratta, di cui come sai, mi occupo da qualche tempo collaborando con la rete "talitha kum”.  Qui in Cameroun é una realtà appena nascente e si fanno piccoli passi per formare dei nuclei attivi nelle varie regioni.

Oggi ho deciso di viaggiare con un mezzo di trasporto tipicamente africano. Ho comprato un biglietto presso una nota agenzia di viaggi che dispone vari modelli di pulman, a seconda delle possibilità dei viaggiatori. Quello che ho preso oggi appartiene alla categoria medio bassa. Per distinguerlo da quelli più moderni e costosi chiamati: “Vip", questo é denominato: "Classique". 

Il mezzo è alquanto sgangherato esternamente, ma è perfettamente funzionante. Viaggia infatti, spedito e sicuro sulle strade della capitale. Grazie a Dio, oggi non c'è molto traffico, né si vedono circolare camion stracarichi da far paura, Per questo l'autista si sente autorizzato a spingere sull'acceleratore come se fosse nella più sicura delle autostrade. Siamo partiti ormai da qualche ora e dovremmo arrivare a Douala senz'altro prima delle 5 p.m., a Dio piacendo.

Tutto procede bene. I miei vicini già dormono, beati loro!

Per partire con questo pullman non ci sono orari fissi, si parte appena il bus é completo. Oggi, penso abbiano un po’ esagerato. Per darti un idea: nei nostri posti a siamo in 4 anziché tre, anzi ad esser precisi, siamo in 5, dato che la mamma che mi siede accanto, oltre ad avere la sua bimba in braccio, è incinta di almeno 7 mesi. Ho fatto appena in tempo a far loro un sorriso e a chiedere il nome della bimba, che si chiama Divina! Niente male, per ricordarmi che ogni istante porta l'impronta di Dio.

Adesso sono appisolate, più avanti vedremo se la conversazione può continuare.

Intanto ci fa compagnia un assordante sottofondo di canzoni africane che sin da quando siamo partiti, si susseguono senza sosta. Non so se è una strategia per conciliare il sono o per distrarre i passeggeri dai loro pensieri. L' aria "condizionata" è efficacemente sostituita dai finestrini tenuti rigorosamente spalancati. Mi pare di correre in moto senza casco...

Per fortuna avevo messo nella borsa un foulard, altrimenti, come minimo arrivo a casa senza capelli…Ma questi sono dettagli banali per chi ogni giorno deve viaggiare spostarsi da una arte all'altra del mondo con mezzi di fortuna peggiori e più rischiosi.

L'importante è arrivare a destinazione, sani e salvi e trovare ciò che si desidera per continuare il viaggio della vita. Ecco, ho voluto portarti con me in questo tratto di strada, per condividere un nuovo piccolo flash della realtà di questo popolo, con cui ho il dono di camminare, nel nome del Signore che  li/ci ama.

Un forte abbraccio e un caro saluto a tutti. Sempre insieme nella preghiera