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Missionarie di Maria
SAVERIANE

Campanelli e campane: il suono di Dio

Patrizia Poloni
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13 Febbraio 2026
Eccoci a raccontarvi il nostro 11 febbraio 2026, giornata in cui ricordiamo in modo più solenne tutte le persone ammalate. Lo abbiamo fatto anche noi qui, nella nostra “Casa Madre” di Parma, dove abbiamo celebrato l’Eucaristia quotidiana circondando l’altare della nostra cappella di carrozzine e deambulatori, compagni preziosi delle nostre sorelle più anziane e con qualche difficoltà in più.
Amano molto questo luogo sacro; raccolgono tutte le loro fragili forze fisiche, spinte dal forte desiderio di essere più vicine al Signore.
La loro è una testimonianza di donazione totale che mi incoraggia nella mia missione attuale: prendermi cura di loro.
Mi ritorna alla mente una frase di don Eugenio Nembrini: “La vita, anche quando è dura, è stupenda, perché proprio in questa vita il Mistero può vincere”.
Sì, dopo tanti anni, le mie consorelle più anziane ricevono in questo giorno una benedizione misteriosa: quella di essere al centro del cuore di Dio, perché è lì che Lui custodisce tutte le loro sofferenze e i loro ancora numerosi desideri.
È un po’ come ammirare il racconto nel libro della Genesi, al capitolo 32, quando Giacobbe, dopo aver lottato con tutto se stesso, viene toccato da una forza divina: ne esce zoppicante, ma trasformato. Giacobbe non vorrebbe lasciare quell’esperienza così: chiede la benedizione, e riceve ancora vita, vita nel nome del Signore.
È davvero un mistero la presenza di Dio in ciascuno di noi; ma nella persona ammalata essa è un tesoro prezioso da scoprire.
A tutti voi l’augurio di vivere non solo un giorno, come l’11 febbraio, ma molti giorni in cui incontrare con stupore il lato divino, bello e vero della persona malata che Dio vi ha messo accanto.
Vi lascio ora, perché mi interrompe il suono di un campanello di chiamata, come quelli che un’infermiera è abituata ad ascoltare. Questo suono (beeeeee….) scandisce le mie giornate attuali, come le campane del mio paesino d’origine scandivano i tempi di lavoro dei contadini e suggerivano loro una preghiera.
Voglio dire che nel suono della campana e dei campanelli si nasconde la stessa voce di Dio che mi invita all’incontro con Lui: sofferente o ansioso, festoso o malinconico, ma sempre certa che… il Mistero può vincere.