Skip to main content

Missionarie di Maria
SAVERIANE

Caterina Pasotti

Missionarie di Maria
919
28 Febbraio 2025

Venerdì 28 febbraio 2025, verso le h. 6.20, nella nostra Casa Madre di Parma, ci ha lasciato la nostra sorella Caterina Pasotti. Aveva 91 anni. Caterina nasce il 30 novembre 1933 a Reggiolo - RE, terza di quattro figli, “in una famiglia di semplici e laboriosi contadini”, come lei stessa scrive. Presto, la famiglia si trasferisce nel mantovano. Il papà, che lei descrive come uomo “ricco di fede, amante della letteratura e della lirica”, muore all’improvviso il giorno del diciottesimo compleanno di Caterina. Nonostante le difficoltà in cui la famiglia viene a trovarsi, Caterina può seguire la sua vocazione e il 4 ottobre 1954 entra nella nostra Famiglia missionaria a S. Lazzaro – Parma.

Il 2 luglio 1958 emette i primi voti nella parrocchia del Sacro Cuore a Parma. Per due anni presta servizio in Casa Madre come economa della comunità e autista. Il 1° aprile 1960, parte per gli Stati Uniti, dove rimarrà per 10 anni senza tornare in Italia. Mentre studia la lingua inglese, è addetta alla cucina e al guardaroba presso il Seminario dei Missionari Saveriani a Holliston.  Il 2 luglio 1964, a Petersham, emette la professione perpetua. Assegnata alla comunità di Worcester (con un intermezzo a Fitchburg), completa gli studi delle scuole medie e superiori; svolge vari servizi in comunità; è anche addetta alla Caritas.

Nel 1970 rientra in Italia. Frequenta il Corso di Arte culinaria presso l’Istituto Professionale Alberghiero di Salsomaggiore e il 17 febbraio 1973 parte per il Brasile sud dove rimarrà per 21 anni, in gran parte a Londrina nella comunità della Casa regionale. Per vari anni insegna inglese all’Istituto Culturale Brasil/USA ed è Responsabile del Centro Sociale João XXIII, un Centro promozionale per la formazione delle ragazze, provenienti in particolare da ambienti poveri, impiegate come domestiche.

Con passione e amore, Caterina si dedica alla formazione umana, professionale e cristiana di queste giovani, aiutandole a sviluppare le proprie capacità e a prendere consapevolezza della loro dignità. Gode dei loro progressi, cerca aiuto per far valere i loro diritti, in particolare per risolvere situazioni di retribuzione ingiusta. Segue anche un gruppo di adolescenti in parrocchia.

Dopo un anno nella comunità della Scuola materna a Londrina, il 1° febbraio 1989 Caterina è trasferita alla comunità del Noviziato a Curitiba, dove rimane per cinque anni. Continua l’insegnamento dell’inglese, con competenza e passione, presso l’Istituto dei Padri Camilliani; per lei è anche un modo di aiutare economicamente la comunità.

Nel 1994 rientra in Italia per l’avvicendamento. Fino al 2018, in Casa Madre a Parma, Caterina svolge il suo servizio in portineria con responsabilità e precisione, sempre gentile e accogliente con tutti. Volentieri, alle sorelle che desiderano, offre lezioni di inglese.

Nel 2019, una caduta accidentale le provoca la frattura di un femore e le sue già fragili condizioni di salute iniziano a peggiorare. Non le è facile passare dalla vita attiva alla malattia, ma pian piano accoglie con serenità la nuova situazione. Nonostante le crescenti fatiche e sofferenze fisiche, in lei prevalgono le parole di lode e di rendimento di grazie.

Sempre gentile con le sorelle e con il Personale che l’assiste, dedica ancora più tempo alla preghiera e alla meditazione della parola di Dio. Si tiene informata della realtà e dei problemi del mondo, anche attraverso i moderni mezzi di comunicazione con cui si familiarizza.

Caterina era una sorella intelligente, organizzata, puntuale. A volte sembrava un po’ rigida. In realtà era molto umana, sensibile e generosa, con un cuore missionario. Umile, sapeva apprezzare e godere delle piccole cose. Con le persone stabiliva rapporti profondi che ha mantenuto finché le è stato possibile telefonare e scrivere. Amava molto la sua famiglia naturale e la nostra Famiglia missionaria. Portava sempre nel cuore il popolo brasiliano.

Donna di fede, aveva una grande profondità spirituale, una grande passione per la parola di Dio che amava approfondire. Citava spesso i commenti di p. Silvano Fausti sj. da cui si sentiva aiutata.

Caterina è andata spegnendosi lentamente e preparandosi consapevolmente all’incontro con il Signore che ha sempre amato. In una lettera a un amico sacerdote, qualche tempo fa aveva citato questi versi di Eugenio Montale:

“E quando verrà l’ora del timore

che chiuderà questi miei occhi umani,

aprimene, Signore, altri più grandi

per contemplare la tua immensa face,

e la morte mi sia un più gran nascere”.

Grazie, Caterina, per quello che sei stata per noi. Ora ti pensiamo davvero intenta a contemplare il volto di Dio con occhi più grandi. Prega per noi, per i tuoi cari, per il popolo brasiliano che hai tanto amato. Riposa in pace.

Parma, 3 marzo 2025