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マリア布教修道女会

Teresa Spinaci

Missionarie di Maria
912
1995年03月19日

Il 19 marzo 1995, festa di San Giuseppe, alle ore 5.30 la nostra sorella Teresa Spinaci va a raggiungere la dimora del Padre.

Teresa Spinaci nasce a Cupramontana (Ancona) il 3 febbraio 1930.

Conosce la nostra Congregazione attraverso i Padri Saveriani di Poggio San Marcello, dove si reca per visitare suo fratello Giuseppe allora in formazione.

Entra a far parte della nostra Famiglia a 19 anni: la Congregazione è iniziata solo da 4 anni e le sorelle sono ancora un piccolo gruppo.

Emette la Prima professione il 2.7.1952 e quella perpetua nel 1958. Subito dopo la prima professione, è destinata per un anno alla Casa di cura dei Padri Saveriani a Napoli.

Dal 53 al 66 è di nuovo a Parma, dove svolge vari servizi. Sono gli anni in cui le difficoltà economiche sono grandi e per mantenersi le sorelle devono affrontare notevoli sacrifici. Teresa è infaticabile, giovane, piena di vita. Per diversi anni segue i lavori per la costruzione della Casa Madre.
Nel 1966 inizia la sua preparazione professionale per la missione alla quale è stata destinata: frequenta i corsi di infermiera professionale e caposala, quelli di leprologia e medicina tropicale.

Il 15 ottobre 1970 parte per il Congo. Dopo lo studio della lingua, dal 1971 al 1981 lavora all’ospedale di Kamituga dove mette con generosità a servizio dei malati la sua competenza professionale. Organizza anche la scuola per infermieri, prepara i responsabili delle farmacie di Villaggio e riesce a far costruire ed attrezzare una sala per la terapia intensiva.  

Nel 1982 è destinata ad Uvira e lavora ancora tra i malati, i carcerati, i bambini e le donne.

Nella giornata di Teresa molto spazio è riservato anche alla preghiera: a Kamituga e ad Uvira è normale trovarla in cappella alle 4 del mattino. E’ qui, 'davanti al tabernacolo' che Teresa attinge nutrimento per le molte attività della sua missione.

Nel 1985 rientra in Italia per l'avvicendamento. Le viene subito diagnosticato un tumore e Teresa fatica non poco ad accettare questa nuova realtà. "Quando mi dissero che avevo un tumore maligno - ella racconta nell'ottobre 1993 - per un po' ho fatto fatica a recitare il Padre nostro. Arrivando a 'sia fatta la tua volontà', mi fermavo. "Come è possibile?" mi dicevo. La grazia di Dio però ha certamente lavorato in me ed ho potuto dire con piena adesione: "Sia fatta la tua volontà" e a poco a poco ho capito che è un dono, un gesto del Suo Amore".

Così Teresa è condotta dalla Grazia ad accogliere con gratitudine il 'dono' di continuare la missione in modo del tutto nuovo e inaspettato: trascorre dieci anni ritmati da ininterrotte e pesanti cure, ma quanti l'avvicinano restano colpiti dalla fede con la quale ella vtve la malattia.

P. Pennino racconta:"L'ho vista l'ultima volta alcuni mesi fa, l'ho appena salutata, non ho avuto il coraggio di dirle una parola ma si vedeva che questa persona, ancora capace di sorridere, di salutare, di dire la prima parola, era forte, forte nella fede. "

E in una lettera di condoglianze, P. Gabriele Ferrari scrive tra l'altro: "Non potrò essere presente ai funerali di Teresa. Ma non sarò assente per questo: vi accompagnerò con la preghiera. E' un bisogno del cuore e anche di riconoscenza per la cara Teresa che mi ha sempre edificato con la sua fede forte e lucida e la sua pazienza. Il Signore che le ha fatto percorrere questo lungo calvario e l'ha associata alla sua morte, le ha certamente già dato la vita e la pace nella sua dimora eterna.”

Nell'ottobre 1993, quando già non può più usare speditamente mani e piedi, afferma: " tutto mi pare bello. Godo di una bella giornata… Quando la sera guardo le stelle o la luna che si leva all'orizzonte, sento quasi che devo fare in fretta ed apprezzare le cose dentro, col cuore. Sono grata al Signore che mi dà ancora delle giornate per ringraziarlo, amarlo ... "
Teresa si prepara con lucidità, determinazione e abbandono all'incontro con il Signore.
Scrive: “al funerale cantate con tutta la voce 'Pietà di me o Dio nel tuo amore, nel tuo affetto cancella il mio peccato, lavami da ogni mia colpa ... “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”.

E' a questo Dio Misericordioso che noi ora l’ affidiamo, perché possa godere per sempre della sua tenerezza di Padre.