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マリア布教修道女会

Giuseppina Moroni

Missionarie di Maria
896
2008年07月01日

Al tramonto di martedì 1° luglio 2008, vigilia della nostra festa di famiglia, Giuseppina Moroni si addormenta nel Signore, circondata dalla pre­ghiera delle sorelle.

Giuseppina nasce a Vertova (Bergamo) il 3 marzo 1941, terza di quattro figli. Il papà muore in giovane età, quando Giuseppina ha solo 5 anni e anche i tre fratellini sono piccoli. La mamma, donna forte e di grande fede, trasmette quei grandi valori umani e cristiani che Giuseppina coltiverà nel corso degli anni: spirito di servizio, spirito di sacrificio, spi­rito di fede, come componenti normali della vita. L’altra scuola di vita e di fede è la parrocchia.

Giuseppina vive una giovinezza impegnata: lavoro in casa, nella fabbrica di tessitura, in parrocchia. È membro attivo dell’Azione cattolica, dove matura la sua vocazione missionaria. La mamma, pur nella sofferenza del distacco, lascia la figlia libera di seguire la sua strada.

Giuseppina entra nella nostra Famiglia missionaria il 3 ottobre 1963. Emette la prima professione il 2 luglio 1967 a Parma dove svolge diversi servizi, sia presso i Padri Saveriani, che nella nostra Casa Madre. Nel 1970 è nella comunità di Milano dove frequenta il corso per insegnanti di scuola materna e insegna per un anno nella scuola materna di Via Ugo Betti.

Nel 1975 parte per Brasile. Dopo lo studio della lingua e il necessario inserimento nella realtà brasiliana, svolge il servizio di direttrice della comunità e della scuola materna di Londrina e poi di Apucarana.

Dopo aver frequentato un corso di Scienze della catechesi a Curitiba, nel 1989 è destinata alla periferia di São Paulo, nella zona di Guaianazes. Lì, per quattro anni, si dedica con passione al servizio pastorale, mettendo a frutto le sue capacità di relazioni semplici e accoglienti che conquistano la gente.

In seguito svolgerà il compito di vicemaestra delle novizie e poi di Direttrice regionale.

Giuseppina si distingue per la sua disponibilità ad assu­mere con facilità i servizi richiesti, impegnandosi con responsabilità e tenacia. È una presenza serena in comunità e le sorelle stanno volentieri con lei. Sa fare festa e allietare il clima comunitario. Nel ruolo di autorità prende molto a cuore le situazioni e, nei momenti difficili, l’ansia la porta, a volte, a prendere posizione con qualche tratto di durezza. È però capace di andare incontro alle sorelle, di farsi attenta. Sa voler bene e si fa volere bene.

Allo scadere del secondo mandato di Direttrice regio­nale, nel 2003, Giuseppina rientra in Italia per un anno sabba­tico, accolto e gustato come un regalo prezioso. Le viene poi chiesto di restare in Italia, nella comunità di Ceggia (VE) dove le viene affidato il servizio di economa nella Casa di riposo, un servizio nuovo, che le costa accettare, perché non si sente all’altezza. Ma ci mette tutta la sua buona volontà per imparare e alla fine si appassiona.

Nell’estate del 2006, compaiono i sintomi della grave malattia; viene in Casa Madre per sottoporsi alle terapie, che affronta con la fiduciosa speranza di guarire. Dopo un periodo di relativo benessere, le sue condizioni di salute si aggravano. Alla fine di aprile 2008 va a Lourdes: vive il pellegrinaggio come dono di grazia. Al ritorno comunica alle sorelle la gioia provata alla grotta della Madonna, “Colei che ci fa incontrare suo Figlio”. Dice che, toccando la grotta ha pregato per tutte le missionarie, perché rimangano aggrappate alla roccia che è Gesù.

Consapevole della gravità delle sue condizioni, si abban­dona nelle mani del Signore e si affida con semplicità alle so­relle che la assistono, senza avanzare esigenze. Anche negli ultimi giorni in cui sta male, è attenta alle altre, segue con lu­cidità gli avvenimenti di famiglia, teme di turbare la festa del 2 luglio.

Giusy cara, ora hai incontrato faccia a faccia il tuo Si­gnore, che hai amato e servito con fedeltà e godi della festa senza fine, insieme ai tuoi genitori, ai nostri Fondatori, alle so­relle che ci hanno precedute. Grazie per la lezione di umanità e di fede che ci lasci. Dal Paradiso continua ad accompagnarci e a dare coraggio ai tuoi fratelli Tarcisio, Carmelo, Marino e alle loro famiglie che tanto hai amato. E lassù intercedi per i biso­gni della missione e della nostra Famiglia.