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Missionárias de Maria
XAVERIANAS

Enrica Elisa Queirolo

Missionarie di Maria
756
04 Novembro 1988

Venerdì mattino, 4 novembre 1988, alle ore 9 circa, il Signore chiamava a sé, Enrica Queirolo. Aveva 62 anni

Enrica è nata Milano nel 1936. Dalla sua famiglia, che ha sempre amato teneramente, ha ereditato, tra l'altro, l'amore per la natura: il mare ;la montagna li aveva nel sangue, cosi come un fine gusto estetico che la conduceva a godere di ciò che è bello nella natura e nell'arte. Ma ciò che coglieva con particolare perspicacia era la sostanza delle persone. Anche con sole poche parole ne rendeva una immagine efficace: mi pareva che le cogliesse così, senza sforzo, con una intuizione profonda.

Trent'anni fa, il 5 novembre 1958, Enrica entrava in Congregazione in questa casa. Aveva 22 anni, Alla vigilia della sua prima professione, nel 1962, aveva voluto fissare sull'anello il suo programma con questa sigla "h.c.H": hostia cum Hostia, che potremmo tradurre così: Essere offerta insieme con Gesù che si offre al Padre per il mondo.

Nel 1964 concludeva il corso di infermiera professionale, completando poi la sua preparazione per la missione con il corso di medicina tropicale ad Anversa. Dopo aver lavorato qualche anno qui in Italia, nel settembre 1968 è partita per l'Amazzonia dove è rimasta per 15 anni.

Nel dicembre 1984 Enrica rientrava in Italia per un carcinoma al seno. All'ospedale di Parma veniva sottoposta a intervento  chirurgico di mastectomia e in seguito a chemioterapia.

Appena si è sentita in forza e le sue condizioni fisiche glielo permisero, andò un po' di tempo in famiglia, a Sestri. Avrebbe dovuto essere questo un periodo di riposo e di vacanza,  godendo della presenza dei genitori anziani e di tutta la famiglia che non vedeva da oltre 4 anni.

E' stato invece un momento di sofferenza inaspettata: alla mamma è stato riscontrato un tumore al fegato. Enrica si fermò ad assisterla nonostante la propria situazione di malattia. In seguito alla morte della mamma, avvenuta il 22.8.1985, Enrica chiedeva di poter alternarsi a sua sorella e alla cognata, nell'assistenza al papà anziano e di salute malferma. Dall' ottobre 1985 a metà novembre 1987 trascorreva quindi alcuni mesi con il papà , a Sestri, ed altri in Casa madre dove si prestava a servizi vari, compatibili con le sue condizioni di salute.

Il suo pensiero correva spesso al Parà, alla gente che aveva servito per tanti anni e che ricordava con amore e di cui parlava volentieri. Nel mese di dicembre 1986, le sue condizioni fisiche le permisero di affrontare il viaggio in Amazzonia e poter così rinnovare anche il Visto. Nelle tre settimane. circa trascorse in Parà, Enrica aveva avuto la possibilità di rivedere il "bairro" dove aveva vissuto, di incontrare le sorelle, le persone care, gli amici. Fu felice e sempre tanto riconoscente per questo grande dono che le era stato concesso.

Durante la scorsa estate le sue condizioni erano peggiorate notevolmente, con episodi di febbre alta. Le fu riscontrata una metastasi al cervelletto, Enrica ne  era stata informata, con chiarezza e con tanta umanità dal Prof. Cocconi al quale era molto riconoscente per averle detto la verità. Soffriva molto, ma era serena ed offriva la sua vita per la Chiesa, per la Congregazione e per la formazione.

Desiderava andare in paradiso e talvolta ne parlava con semplicità e spontaneità a chi andava a farle visita, come si trattasse di una "partenza" per la missione. Le sorelle la curavano con grande amore e premura.  Enrica se ne rendeva conto, ne era grata e ringraziava spesso il Signore per il dono della comunità.

Verso la fine di ottobre fu celebrata l'Eucaristia in camera sua, con sua grande gioia e partecipazione e comunione con il Signore. Il 3 novembre, al pomeriggio, si era aggravata, era tuttavia cosciente e, anche se a fatica, riusciva a dire qualche parola. Al mattino seguente terminava il viaggio su questa terra.

Enrica ad Abaetetuba, a Barcarena, nella periferia di Belém era stata molto amata dalla gente semplice a cui si è donata con altrettanta semplicità. Chiunque ha avuto modo di avvicinare Enrica, soprattutto durante la malattia, può dire di aver ricevuto in regalo da lei qualche parola o qualche gesto a conferma che il suo atteggiamento di offerta della vita per la missione, per la Chiesa, per la Congregazione  era divenuto ormai stabile

Accoglila Signore, a cantare in eterno "Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo".