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Misioneras de María
XAVERIANAS

Maddalena Albertini

Missionarie di Maria
976
28 Enero 1974

Il 28 gennaio 1974 è morta improvvisamente la nostra sorella Maddalena Albertini. Aveva 48 anni .

Maddalena è nata il 9 maggio 1926 a Villa Minozzo, un piccolo paese sull’Appennino Reggiano, dove con la sua famiglia, papà Giuseppe, mamma Caselli Caterina e sei figli: tre sorelle e tre fratelli, vive la sua infanzia e la sua giovinezza. A 23 anni entra a far parte della nostra Famiglia missionaria a San Lazzaro, Parma. Due anni dopo sua sorella, Palma, farà la stessa scelta.

Dopo gli anni di formazione emette la prima professione il 2 luglio 1953 e nel 1959 quella perpetua.

Desidera partire per la missione, ma deve rinunciarvi perché le sue condizioni di salute sono precarie, a motivo del grave difetto cardiaco di cui soffre per anni. L'intervento chirurgico subito a Houston, nel Texas, nel marzo del 1973, con la sostituzione della valvola aortica, migliora notevolmente le sue condizioni. Maddalena dice di sentirsi meglio e la sua ripresa di attività sorprende tutte.

A causa delle trasfusioni di sangue, ha contratto un'epatite, manifestatasi durante l'estate; anche quella è però ben superata e Maddalena rprende il suo lavoro in portineria, anche se con orario un po' ridotto.  

Il giorno stesso della sua morte si alza al mattino di buon'ora, come sempre, sbrigando varie faccende. Solo più tardi si  mette a letto per un paio d' ore, perché raffreddata. Si  alza per il pranzo, ma mentre scende verso il refettorio, si sente male e torna in camera accompagnata dall'infermiera. Poco dopo, alle 13,40, muore. Il soccorso delle nostre dottoresse e dell'infermiera, purtroppo, non serve a nulla.

Mercoledì, 30 gennaio, hanno luogo i funerali nella cappella della Casa Madre, con la partecipazione commossa dei parenti e di persone amiche; e di un gran numero di Missionari Saveriani. Dopo la concelebrazione dell'Eucaristia accompagniamo la salma al cimitero della Villetta. La tumulazione, nella cappella del Signor Vittorio Bottego, è però rimandata al 1° febbraio in attesa di sua sorella Palma che è in arrivo dal Parà.

La Direttrice generale Iole Rolli dal Messico ci invia una lettera da cui stralciamo alcune parti.

Sorelle amatissime, unisco il mio dolore al vostro per la morte della nostra carissima Maddalena. Ho una grande tristezza fisica da quando ho avuto la notizia mentre partivo per Salamanca.

Ieri l'altro rileggevo il biglietto che Maddalena mi mise nella borsa quando sono partita. Era la prima volta che me lo metteva. In questi giorni pensavo che forse Maddalena si stava affaticando troppo, e Lei è partita cosi in silenzio come è sempre vissuta.

Conoscevo Maddalena da 25 anni; posso testimoniare come tutte noi che è sempre vissuta nella fedeltà, nélla ricerca di Dio che amava sopra tutte le cose.

Ci ha dato l'esempio di fedeltà, di povertà, di riservatezza, di silenzio; ha sofferto con eroismo e, nonostante la sua malattia, aveva delle sfumature materne nel contatto con gli altri.

Sorelle care, immagino il vostro dolore, quello del Padre, della Madre, del suo Papà, di Palma, dei suoi fratelli che l'amavano come una Mamma. Non vogliamo però essere tristi, è la natura che soffre ma lo spirito è nella pace.

La nostra Maddalena gode finalmente la visione del volto di Gesù, del Padre e dello Spirito che ha tanto amato e desiderato. Quante volte Maddalena mi ha detto che desiderava morire, anche perché soffriva molto! Lo desiderava sinceramente, era un'anima distaccata.

Stiamo vicine a Palma, ai fratelli di Maddalena, al suo Papà e impariamo dalla sua morte  ad amarci fra di noi. Gesù, concedici di non fare nulla che poi ci dispiaccia. O Dio, concedici di amarci per le sofferenze di Gesù e per quelle di Maddalena.