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Misioneras de María
XAVERIANAS

Elisabeth Kanyama Bampa

Missionarie di Maria
788
27 Agosto 1994

Sabato, 27 agosto 1994 alle ore 4.00 del mattino, è deceduta all'ospedale di Parma la nostra sorella zairese Elisabeth Kanyama Bampa.

Elisabeth nasce a Malumba (Kampene), un villaggio nella grande foresta dello Zaire Nord-orientale il 12 dicembre1960, quarta di sei figli.

Il papà, Aloise, catechista e insegnante del villaggio, dà la vita per la sua fede: durante la guerra mulelista  del 1964 in Congo: i ribelli una sera lo sorprendono mentre sta recitando il rosario e gli impongono di gettare in terra la corona e di calpestarla, Aloise si rifiuta con decisione e per questo viene ucciso. Elisabeth ha quattro anni e lo ricorda steso sull’erba, il rosario con il crocifisso ancora ben stretto in pugno.

La mamma, Kibundila, rimasta vedova, cresce i figli con sacrificio e riesce anche a farli studiare. Elisabeth consegue il diploma magistrale.

Nella sua parrocchia a Kampene, molto vasta, non esistono suore. Elisabeth è attratta dall' esempio di dedizione dei laici missionari che lavorano nell' ospedale e nella promozione della donna. Collabora con una di essi, Maria Morlotti, nell'alfabetizzazione delle ragazze e delle donne.

Ad un certo momento le nasce il desiderio di spendere la sua vita per gli altri, come quei laici, però vuole impegnarsi per sempre. Maria le consiglia di recarsi a Bukavu, dove le Missionarie Saveriane hanno una casa di formazione. Lei accetta il consiglio e passa un mese nel noviziato di Bukavu. Al suo ritorno, nella preghiera e nella riflessione, matura la  decisione di farsi religiosa missionaria.

L’11 giugno 1985 Elisabeth lascia la sua famiglia, il suo villaggio per seguire Gesù missionario. Vive gli anni di formazione animata da una forte determinazione. Desidera acquisire una buona preparazione intellettuale e teologica. Ama le cose belle: un bel vestito, una ricreazione vissuta insieme… Ma ama con tenerezza e dedizione anche i poveri, ai quali si prodiga in uno dei più poveri quartieri della città di Bukavu.

Nel 1989 fa la sua prima professione religiosa a Luvungi. Nell' occasione anche la mamma e le sorelle affrontano il lungo viaggio e vengono a far festa con lei. Per un anno Elisabeth è responsabile della scuola di formazione per le ragazze e le donne della parrocchia.

Nel 1990, un nuovo distacco: lascia la sua terra e viene in Italia per completare la sua preparazione in vista di partire per la missione in un Paese diverso dal suo.

Ben presto però sorgono problemi di salute che la costringono a continui controlli e terapie. Comincia così una missione imprevista e dura, che all'inizio fa fatica ad accettare, perché desidera partire per la missione. Poi trova la pace nella preghiera e nella Parola di Dio. Elisabeth è una donna forte, porta la sua croce in silenzio con il suo Dio. Vive la sua sofferenza con grande discrezione, realismo e dignità, solo dispiacendosi di non poter far di più per la comunità.

Già fragile di salute, intraprende il corso di scienze religiose qui a Parma, mostra tanta gratitudine per l'accoglienza ricevuta nella scuola. Gusta profondamente i contenuti che le sono proposti; Dà con profitto tutti gli esami e sta preparando la tesi sulla cultura Bantu, quando la malattia le impedisce di continuare.

Nel mese di luglio, le condizioni di Elisabeth peggiorano rapidamente. Il 23 agosto, si rende necessario un altro ricovero d'urgenza nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Parma. Dopo un lieve e breve miglioramento, si aggrava nuovamente. Le sorelle le sono vicino, dandole notizie della sua famiglia e pregando con lei. Nelle prime ore di sabato 27 agosto peggiora ulteriormente e, mentre pregano il Magnificat, Elisabeth spira dolcemente."

Elisabeth amava molto la sua famiglia naturale e il suo Paese di cui ha seguito costantemente le vicende attraverso i mezzi di comunicazione; conosceva fin dalla sua stessa famiglia, l'eroismo di tanti, specialmente delle mamme, per far crescere i loro figli. Per questo soffriva ogni volta che sentiva parlare in termini negativi della sua terra e reagiva con schiettezza.

In comunità Elisabeth era una presenza serena, capace di amore e di delicatezze. Un anno e mezzo fa, chiedendo di rinnovare i voti come Missionaria di Maria, scriveva alla direttrice generale: '...nell'esperienza della croce che sto vivendo, sento in me la forza e il coraggio di chiederti di rinnovare la mia donazione a Dio, ripetendo il mio 'sì' alla sua volontà e alla missione che egli mi chiede di accettare con gioia e con abbandono totale nelle sue mani. Chiedo alla Vergine Maria di aiutarmi a dire un 'sì' totale e definitivo come lei. La mia sofferenza l'offro a Dio come un aiuto per la salvezza dell'umanità.’

Ora, Elisabeth si è consegnata davvero totalmente a Colui che cercava e voleva seguire nella vocazione missionaria. Grazie, Elisabeth, riposa nella gioia del Signore!