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Misioneras de María
XAVERIANAS

Eleonora Rocchi

Missionarie di Maria
960
28 May 1994

Il giorno 28 maggio 1994, alle ore 3.30 del mattino, il Signore ha chiamato a sé la nostra cara sorella Eleonora Rocchi.

Ricordare Eleonora è pensare alle montagne del Cadore dove lei è nata il 15 gennaio 1937, e alle quali tornava spesso col cuore. Fin da giovane Eleonora aveva dimostrato molto interesse per le missioni; era impegnata in parrocchia ed è stata presidente dell'Azione Cattolica.

Entrava in Congregazione il 4 febbraio 1966 ed emetteva la prima professione a Parma il 2 luglio 1969. Nel 1971 la seguirà sua sorella Giovanna. Si fermava in Italia qualche anno per un servizio in Casa Madre e nel settembre 1973 partiva per il Burundi. Il 2 luglio 1975 emetteva la professione perpetua a Murago.

Prima della sua partenza aveva scritto: "Vorrei andare come è andato Gesù... Vorrei essere Gesù che passa in mezzo alla gente facendo del bene e se l'ambiente mi chiederà di soffrire, soffrirò, accetterò di soffrire per portare la gioia di Cristo Risorto".

A Murago e a Bururi Eleonora si occupava della promozione della donna. Sono stati anni molto sereni per lei e rimarranno nel suo ricordo per sempre.

Nell' agosto 1984 però con grande sofferenza doveva lasciare il Paese per disposizioni del governo Burundese che non rinnovava il visto di soggiorno ai missionari.

Rientrata in Italia, accettava con disponibilità e gioia di partire per il Messico, alcuni mesi dopo. A Guadalajara prima e a Santa Cruz negli ultimi 5 anni, si inseriva nell'attività pastorale con passione, con fede e con ottimismo.

Il 19 maggio 1992 a causa della grave malattia, Eleonora doveva lasciare il Messico e rientrare in Italia per sottoporsi a cure adeguate. Ha vissuto i due anni di malattia con coraggio e serenità affrontando le chemioterapie con la speranza di poter tornare in missione. Nella sua fede viva aveva la consapevolezza di continuare, ora, in modo diverso, ad essere missionaria.

Per Pasqua del ’94 Eleonora, accorgendosi forse della gravità delle sue condizioni, tornava volentieri a Calalzo dalla mamma, dalle sorelle, dagli amici che non ha mai smesso di amare. Negli ultimi giorni diceva di offrire la sua vita anche per il suo paese e la sua gente.

Tornata a Parma, il 2 maggio veniva ricoverata e le sue condizioni andavano sempre più aggravandosi. Nonostante la sofferenza fisica, fino alla fine, conservava la sua serenità e manifestava continua gratitudine a chi l'assisteva e a tutti.  Dal suo viso traspariva una grande pace, quasi come un compimento di quella serenità che la abitava sempre e la rendeva amabile.

Eleonora, aiutata da un temperamento felice, era un elemento di comunione e di pace in comunità ed anche in situazioni particolarmente delicate. Era bello ed era facile stare con lei: era una sorella felice, profondamente buona, amante della vita capace di gustare le cose semplici e quotidiane. Le era quasi connaturale sottolineare il positivo; era sempre pronta ad incoraggiare, a sdrammatizzare magari con una battuta nel suo amato dialetto. e ad animare i momenti di fraternità.

Era capace di creare rapporti immediati, cordiali e semplici con la gente a cui si rivolgeva con cuore buono, paziente, capace di ascolto.

Veramente il Signore aveva arricchito Eleonora di tanti doni, ma lei non ha fatto leva solo su questi per servire la missione. Nel settembre 1993, parlando ad un gruppo di giovani sorelle diceva: "posso dire che Gesù è stato per me il motore, la forza, il centro della mia vita religioso-missionaria, almeno come ideale. Più in là si va con gli anni e più si capisce che è Lui il protagonista della Missione".

Cristo, lo spirito di preghiera, la vita comunitaria e l'amore verso tutti sono stati valori importanti per Eleonora, quelli intorno ai quali ha tessuto la sua vita e la sua missione.

Eleonora, prima della tua professione tu scrivevi: “Dove va a finire la morte? Nella gioia di Dio!"  

E' nella gioia di Dio che ora ti pensiamo, felice, a cantare il tuo canto d'amore, senza fine. Grazie, Eleonora!