Silvietta Strologo
Il 7 gennaio 1993 è deceduta in Casa Madre a Parma la nostra sorella Silvietta Strologo. Avrebbe compiuto 31 anni in febbraio.
Silvietta nasce a Camerano (AN) il 4 febbraio 1962. Fino al 1979 conduce la vita normale di studente, frequenta il Liceo classico, è molto impegnata sul piano sociale e anche politico. Vuole cambiare tante cose; però accantona il discorso religioso.
Temperamento estroverso, idealista, naturalmente portata all’amicizia, esuberante di sentimenti e vulcanica nelle idee, tanto che a volte anche chi le vive accanto fa fatica a starle dietro. Silvietta non è il tipo da passare inosservata. Quasi sempre anche chi la incontra per la prima volta, è immediatamente coinvolto in una corrente spontanea di simpatia.
A 17 anni, nella sua grande voglia di vivere e di condividere la vita con i tanti amici e la gente che ama incontrare, aderisce con entusiasmo alla proposta del parroco di fare, insieme ai giovani di Camerano e della diocesi di Ancona, un cammino di "scoperta" del Vangelo. Gli incontri si tengono nella casa dei Missionari Saveriani di Ancona ed è in questo ambiente e clima che Silvietta scopre la vocazione missionaria. Sente la responsabilità di impiegare il dono della vita nel miglior modo possibile e trova la risposta nel Vangelo.
Conseguita la maturità classica, nel 1981, viene a Parma per conoscere la nostra Famiglia e, prima di ritornare a Camerano, scrive alla direttrice generale la domanda per entrare in Congregazione. Il 2 ottobre dello stesso anno entra e inizia la sua formazione missionario-religiosa tra le Missionarie di Maria.
Il 2 luglio 1986 emette la prima Professione. Dopo un anno di servizio in Casa Madre, va a Roma a completare gli studi teologici iniziati a Parma all' Istituto Teologico Saveriano ed ottiene, presso la Pontificia Università Gregoriana, il baccellierato in teologia.
Viene destinata alla missione del Giappone e nel 1989 si reca negli Stati Uniti per lo studio dell'inglese.
E' a New York che cominciano a manifestarsi i primi sintomi del male. Silvietta continua lo studio, ma nell'incertezza e nell'ansia per la salute. Il giovedì santo del ’90 si sottopone ad esame clinici e le scoprono una massa molto grande nell’addome che deve essere asportata immediatamente. Il giorno dopo viene ricoverata in ospedale e sottoposta a intervento chirurgico che rivela la presenza di un tumore maligno particolarmente aggressivo. Il tumore è asportato.
E’ la settimana santa che segna l’inizio del calvario di Silvietta e di quella che lei chiama la sua seconda vocazione.
In maggio rientra a Parma. Iniziano i cicli di chemioterapia, la lotta tenace contro il male, il cammino di accettazione nella fede.
Il 31 maggio 1992, nella parrocchia della Trasfigurazione, Silvietta pronuncia il sì definitivo al Signore con la professione perpetua. La malattia continua implacabile, in un alternarsi di brevi schiarite, di remissioni e di successivi aggravamenti improvvisi.
Finché il 7 gennaio 1993, dopo un'ultima trasfusione nel tentativo di sostenerla, Silvietta lascia la terra per andare incontro al Signore a cantare in eterno le meraviglie della Sua Misericordia. Accanto a lei, insieme alle sorelle, la mamma e il papà che da tempo soffrono, vegliano e sperano con lei.
Una vita breve ma intensa, maturata nel crogiuolo del dolore e impreziosita, per grazia di Dio, da una fede sempre più solida e da un amore che è andato via via qualificandosi, in
un cammino di croce, come torcia che brucia e si consuma in una luce sempre più vivida.
La morte di Silvietta, anche se preannunciata e ormai attesa, dato il peggioramento progressivo e ineluttabile della malattia, ha suscitato una vasta eco di rimpianto e di testimonianze affettuose, soprattutto da varie persone che hanno avuto modo di conoscerla nel periodo della malattia: “la sua seconda chiamata”.
Per il profilo completo v.: “NOTIZIARIO 1993” delle Missionarie di Maria pp.12, 39-86.
