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XAVERIAN
Missionaries of Mary

Luigia Galbusera

Missionarie di Maria
987
08 December 1993

Mercoledì 8 dicembre 1993, festa dell'Immacolata, alle ore 21.05 (ora locale), Luigia Galbusera moriva all'ospedale di Bujumbura, per malaria cerebrale.

Martedì 7, dopo aver pranzato con le sorelle e aver conversato gioiosamente come al solito, durante un breve riposo pomeridiano, verso le 14.30 è entrata in coma. E’ stata soccorsa con sollecitudine dalle sorelle e dal medico e trasportata all'ospedale, dove  hanno rivelato grave malaria cerebrale. L'hanno assistita le sorelle, spettatrici impotenti del suo rapido peggioramento, fino al decesso alla sera, senza aver ripreso conoscenza.

Luigia Galbusera era nata a Rimoldo di Casatenovo (Como) il 23 novembre 1946, ed era entrata nella nostra Famiglia il 3 ottobre 1967. Aveva fatto la Prima Professione religiosa il 2 luglio 1971 a Parma e quella perpetua il 5 giugno 1977, a Casatenovo.

Dopo aver completato la sua preparazione professionale e aver lavorato per alcuni anni nelle nostre comunità di Parma, Milano e Ceggia, il 4 ottobre 1980 partiva per il Burundi e per 3 anni è stata responsabile del Centro sanitario a Murago.

Nel 1984 i missionari venivano però espulsi dal Burundi ed anche Luigia ha dovuto lasciare il Paese.

Nel 1985, per rispondere ad una necessità della Congregazione, accettava con molta disponibilità di interrompere l'anno di studi teologici iniziato a Roma e di partire subito per il Messico, dove rimarrà per 3 anni come vicemaestra delle novizie.

Però il suo forte desiderio era di tornare in Africa per esercitarvi la professione di infermiera. Così nel novembre dell'88 era destinata di nuovo all'Africa, allo Zaire.
Dal giugno 1990 era responsabile del Centro per Handicappati a Kamituga. Però ha dovuto passare diversi mesi in Italia per curarsi ma, alla proposta di rimanervi, ha scelto di nuovo di ripartire pur essendo consapevole dei disagi della missione.

In una lettera scritta poco tempo dopo il suo ritorno a Kamituga, diceva: “… la gioia dei bambini e dei collaboratori è stata grande al mio arrivo e anch'io ho sentito che è stato un po' come tornare a casa. Di questo dono ringrazio il Signore e ringrazio anche voi per avermi dato la possibilità di aiutare questi fratelli…”  

Amava moltissimo i suoi bambini del Centro handicappati. Era coadiuvata da diversi collaboratori zairesi e per loro era come una sorella. Erano molte le persone che andavano al Centro, sicure di essere accolte, ascoltate, consigliate e curate.

Anche per noi sorelle era facile il rapporto con lei: sapeva mettere in luce il positivo delle situazioni e delle persone; sapeva perdonare e passare sopra le incomprensioni e le delusioni.

Noi ricordiamo Luigia come una missionaria dolce e forte, una donna di coraggio che voleva ad ogni costo la verità e rifiutava i compromessi, una donna che metteva pace, che sapeva ascoltare nel profondo, una donna di preghiera.

Aveva orientato tutta la sua vita a Gesù Cristo e in Lui trovava la forza di affrontare con serenità le esigenze e le fatiche della missione.

Ha amato molto la nostra Famiglia. Dava volentieri e con generosità la sua collaborazione nelle varie necessità che si presentavano.

Ha conservato un amore intenso anche per la sua famiglia naturale portando nel cuore e nella preghiera le gioie e le ansie di tutti. 

Luigia aveva molti amici a cui era legata e in particolare ricordava con gratitudine la comunità parrocchiale da cui era partita. Sentiva di essere sostenuta in tanti modi, quindi di essere là anche a nome loro. Questi legami certamente continuano anche ora in un modo misterioso per noi ma più forti e duraturi.

Ora Luigia riposa accanto ai suoi fratelli zairesi: è stato un suo desiderio ed è un ulteriore ed eloquente segno del suo profondo amore per l'Africa.

Noi ringraziamo il Signore per aver chiamato e scelto Luigia a servire la missione nella nostra famiglia e l'affidiamo al Suo amore misericordioso. Luigia cara, riposa in pace e prega per noi!