Contemplare ciò che Dio va operando

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Senso dell’essere missionari

P. Giacomo vive un’intima e personale esperienza di un tratto particolare del volto di Dio, quello della Misericordia onnipotente, vista come il cuore dell’evangelizzazione.

La missione, prima che un nostro operare, è un contemplare ciò che Dio va operando, come ha fatto Maria nel canto del Magnificat, e diventare quindi segni della sua misericordia. Il Fondatore scrive alle sue figlie:

“Anche noi con Lui vogliamo agire dove e come la nostra cooperazione è richiesta, piccoli e indegni, ma tanto desiderati e desiderosi strumenti della Sua Onnipotenza; anche noi vogliamo diffondere la Misericordia perché tutti possano con noi e per mezzo di noi attingere ai doni gratuiti di Dio, soprattutto ai più grandi, quelli che attingono l'infinito e l'eterno” (16.6.1960).

Essere missionari significa essere “strumento fedele in mano dell’Onnipotenza Misericordiosa per la generazione dei figli di Dio”. Sono da mettere in conto momenti di difficoltà, di fatica, di sofferenza, che al nostro Padre non sono mancati. Il vivere però ogni situazione in unione intima con Gesù lo conduce a sperimentare la gioia profonda che viene dalla fede.

Alle sue missionarie ricorda: “Lo spirito missionario sa godere anche nelle rinunce e prendere con disinvoltura e col sorriso sul labbro anche le cose più crocifiggenti. Non dobbiamo dunque fermarci o indietreggiare… ma a tutto essere disposti, tutto accettare per amore di Dio, favorendo in noi la gioia e la contentezza in ogni contingenza” (22.06.1962).

Missionarie di Maria - Saveriane

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