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La bellezza di vivere insieme

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Maria De Oliveira è una saveriana  brasiliana nel 1986 è partita per la R. D. del Congo, dove è rimasta per dieci anni. Ha poi lavorato nell’Amazzonia brasiliana e dal 2007 al 2015 ha vissuto in Burundi e in Congo. Attualmente svolge in suo servizio in Brasile.

Quando due saveriane brasiliane mi raccontarono la loro esperienza di missione in Africa, sentii che anch’io sarei potuta andarci: chiesi di andare e mi fu concesso. Ero molto contenta. Sapevo che tanti Brasiliani avrebbero desiderato questo viaggio per ritrovare le loro radici, respirare il profumo della terra dei loro antenati, acquietare la sofferenza della loro storia dolorosa.

Soprattutto a Nakiliza, abbiamo fatto l’esperienza di essere in mezzo al popolo, abbiamo gustato la loro accoglienza. La gente era contenta di vederci camminare fra loro, mangiare quello che mangiavano; e di vederci unite fra noi, pur di diverse nazionalità: “È bello vedervi fare insieme i lavori di casa!”. Eravamo là non perché erano più bisognosi di noi, ma perché per vivere questa testimonianza di fraternità, loro con noi e noi con loro.

Quando nel 1996 scoppiò la guerra, mi trovavo in Brasile. Fui inviata nel nord del mio Paese, in Parà, per dieci anni. Pensavo sempre al Congo, cercavo di imparare cose nuove per trasmetterle al mio ritorno; col passare del tempo tuttavia ebbi anche paura: paura di tornare, di non riuscire a capire la situazione, di non riuscire ad adattarmi. Capii però che per ogni situazione difficile – questa è la mia forza anche oggi – ci sono anche grazie speciali. Quando mi chiesero di tornare, accettai. Mi incoraggiava sapere che le sorelle mi aspettavano. Nel febbraio 2007 ripartii per il Congo.

Trovai una situazione molto cambiata: il popolo aveva subito enormi lutti e sofferenze, le città dell’est si erano gonfiate a causa degli sfollati. Malgrado tutto, la popolazione cercava di avere anch’essa telefonini, vestiti migliori, macchina… Notai un divario molto cresciuto fra i pochi ricchi e la maggioranza dei poveri.

All’inizio mi venne chiesto di far parte, a Bukavu, della comunità di formazione ove delle giovani congolesi si preparano alla vita missionaria. Nel….. venni destinata al Burundi, alla comunità di Kamenge, alla periferia di Bujumbura. Tutto ricominciava: la vidi come un’opportunità e capii che non potevo pensare di fare tutto io. La difficoltà della lingua mi mise nella condizione di chiedere di più aiuto. Collaborare è un privilegio che ho: non sapendo fare tutto, sono obbligata a ricorrere agli altri.

In missione, c’è chi ha il dono della parola ed evangelizza. Io, che non sono facile a fare discorsi, ho cercato di vivere la missione come certezza che io sono abitata e anche loro sono abitati da Dio: per questo è possibile vivere insieme, collaborare e non fare tante difficoltà per le nostre diversità.

Nella foto: Maria con la sorella e il cognato

Missionarie di Maria - Saveriane

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