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Missionnaires de Marie
XAVERIENNES

Elisabetta Bellucci

Missionarie di Maria
953
11 Juillet 1993

Domenica 11 luglio 1993, alle ore 23.15, colta da improvviso malore si spegne, a Ceggia, Elisabetta Bellucci, l'ultima rimasta delle prime tre sorelle che, con la Madre, hanno dato inizio alla nostra Famiglia missionaria.

Elisabetta ha trascorso la giornata di domenica come di consueto: è stata in parrocchia per la Santa Messa, ha portato l'Eucarestia agli ospiti anziani della casa, ha aiutato a riassettare dopo cena.

Dopo essersi ritirata in camera per il riposo, verso le 22.40 ha accusato un forte malessere. Soccorsa amorevolmente e con tempestività dalla sorelle, si è spenta poco dopo.

Elisabetta Bellucci è nata a Massa Lucana (Salerno) il 16 febbraio 1909.

A 37 anni fa domanda di entrare a far parte della nostra Congregazione; alla notizia della sua accettazione così scrive alla nostra Madre:

"La notizia della mia accettazione... ha riempito l'animo mio di gioia vivissima ... Mentre mi preparo a lasciare la mia famiglia, i miei vecchi amati genitori, ho il cuore sanguinante, ma nello stesso tempo anelo di raggiungere questo nido di pace e di felicità ove regna sovrano l'amore
del Maestro Divino… Non bramo che di essere un umile strumento nelle mani del Signore e di coloro che lo rappresentano…”

Entra nella nostra Famiglia il 23 ottobre1946. Emette i primi voti il 2 luglio 1950 con la Madre, Teresa Danieli e Lavinia Moreschi.

Vive la sua vita religiosa-missionaria tra Parma (in Casa Madre prima, poi all'Asilo di San Lazzaro come Direttrice e presso l'Istituto Saveriano), Posillipo nella Casa di cura dei Padri Saveriani come Direttrice e poi come amministratrice e Ceggia, negli ultimi undici anni, nella nostra Casa per Anziani.

Sebbene non abbia potuto partire per la missione, vive con intensità la sua vocazione missionaria ed accompagna con partecipazione profonda, fatta di attenzione, di preghiera e di affetto, ogni partenza delle sorelle.

Ama moltissimo i Fondatori a cui si sente molto unita ed approfitta di ogni occasione per parlarne, soprattutto con le sorelle più giovani. E’ profondamente affezionata alla nostra Famiglia. e a ognuna di noi. Conserva un affetto tenero ed una particolare attenzione per ciascuno dei suoi familiari.

E’ una persona di carattere ottimista, entusiasta ed espansiva, sempre pronta ad accogliere tutti a cuore aperto. Possiede una signorilità innata, una sensibilità e una nobiltà d'animo che la rendono amabile e gradita anche a chi l'avvicina per la prima volta.

In comunità è molto grata per tutto. Riconosce i suoi errori e chiede subito scusa. Arriva nei momenti più difficili con qualche gesto delicato, facendo sentire il suo affetto fraterno, non tanto per consolarti quanto per metterti in Dio e farti amare la Croce.

Ha una forte interiorità e un grande spirito di preghiera. Innamorata della Parola di Dio, la medita spesso mettendola al centro della sua vita. Nutre una tenera devozione per la Madonna e un amore forte per la Eucarestia. Anche in questo ultimo tempo, a Ceggia, mai si assenta dalla partecipazione alla Messa recandosi a piedi in parrocchia pure in pieno inverno. Nessun sacrificio è troppo grande quando si tratta della Messa o di portare Gesù Eucarestia agli anziani e malati del paese che da anni fedelmente segue e conforta. E’ un' apostola e né caldo, né freddo, né età, né acciacchi possono fermarla.

Mentre le forze fisiche declinano, sembra aumenti in lei la tenacia e la volontà di continuare le sue attività: non vuole affatto sentirsi in pensione ed essere messa a riposo. E’ sempre puntualissima alle pratiche di pietà e agli incontri comunitari anche se potrebbe concedersi qualche eccezione, se non altro per la sua età …

Pensa spesso al Cielo, al Padre Celeste che presto incontrerà. Si sente povera e per questo chiede a noi preghiere perché il Signore le usi misericordia.

La presenza fisica di Elisabetta, ci porta e ci lega istintivamente ai Fondatori e agli inizi della nostra Famiglia e ora la sua scomparsa ci fa sentire prive di una testimone e di una sorella maggiore. Ma la fede ci dà la certezza che chi ha creduto, collaborato, sofferto e gioito per gli inizi di questa nostra Famiglia quaggiù, ora vive pienamente in Dio e tutte noi allora possiamo sentirci più radicate in Lui.

Affidiamo ora la nostra Elisabetta all'amore di Dio, affinché possa godere in pienezza della Sua Felicità senza fine e rendiamo grazie a Lui per la fede, l'intensità e la gioia con cui Elisabetta ha vissuto la sua vocazione missionaria.