Skip to main content

Misioneras de María
XAVERIANAS

Teresa Danieli

Missionarie di Maria
1101
10 Abril 1991

Il 10 aprile 1991, il Signore ha chiamato a sé improvvisamente la nostra sorella Teresa Danieli che nel 1945 si era unita alla Madre come prima sorella della nostra Famiglia missionaria.

Per tutte è stata una dolorosa sorpresa. Teresa non lamentava disturbi particolari ed anche quel giorno aveva lavorato alacremente, come al solito. La morte l’ ha colta mentre, dopo cena, era in compagnia delle sorelle per un momento di distensione.

Teresa era nata a Montebello Vicentino il 23 agosto 1910 da genitori profondamente radicati nella fede. Essendo la prima di otto figli, come normalmente accade alle sorelle maggiori, dovette occuparsi molto presto dei fratellini più piccoli. Crebbe così operosa e piena di buon senso, con un temperamento forte e volitivo.

Nel 1942 la famiglia andò ad abitare a Fagnano Olona di Varese. Lì Teresa cominciò a lavorare in fabbrica.

Ebbe un primo contatto con Padre Giacomo Spagnolo in occasione dell'ordinazione sacerdotale del fratello Sandro, missionario saveriano. Padre Spagnolo, allora Rettore della Teologia dei Saveriani, l'aveva avvicinata e le aveva manifestato l’intenzione di dare inizio all'Opera delle Missionarie, invitandola a pregare per tale scopo. Poco tempo dopo Teresa scriveva a Padre Spagnolo che aveva deciso di far parte dell'Opera delle Missionarie.

Giunse a Villa Bottego il 19 luglio 1945. E' la data a cui noi riferiamo l'inizio della Congregazione. Teresa cominciava così con Madre Celestina Bottego l'avventura di una nuova comunità missionaria destinata, per dono dello Spirito, ad annunciare Cristo e testimoniare il Suo Vangelo "fino agli estremi confini".

Il 2 luglio 1950, insieme con la Madre, Lavinia Moreschi ed Elisabetta Bellucci, fece la sua prima professione.

La Congregazione era agli inizi. A Teresa venne subito affidato il compito di direttrice della comunità e di responsabile delle giovani in formazione.

Nel 1955 venne inviata a Napoli, presso la Casa di Cura dei Padri Saveriani. Vi rimase due anni come direttrice poi rientrò a Parma per motivi di salute.

In quegli anni la Congregazione stava ancora orientandosi circa le attività e le presenze. Alcune sorelle erano già partite per gli Stati Uniti e per il Brasile. Si faceva sentire anche il problema economico e bisognava inventare delle attività per farvi fronte. Teresa vi partecipò generosamente.

Nel 1958 le vennero riscontrati seri disturbi cardiaci, che la costrinsero a riposo assoluto per alcuni mesi. Svolse quindi in Casa Madre vari servizi compatibili con la sua salute.

Teresa non aveva potuto proseguire gli studi ma, grazie alla sua intelligenza vivace e a una memoria di ferro, conosceva molte cose. Le sorelle la chiamavano "la nostra enciclopedia". Con questa apertura di mente e questa vivacità di interessi, a 57 anni. riprese lo studio, a Roma. Da allora rimase sempre nella capitale, prima in Via Bentivoglio, nella nostra prima comunità romana; poi a Villa Nazareth, come responsabile.

Nel 1982, con l'apertura della casa di Via Trionfale, Teresa vi si trasferì e vi rimase fino alla morte.

Teresa era una persona di grande valore. Era una donna retta, con una schiettezza senza fronzoli, saggia, equilibrata e decisa, che incuteva rispetto; donna donata alla Chiesa e al mondo, con un respiro universale e una mente larga. Sapeva gioire di tutto, interessarsi al bello.

Amava intensamente la nostra Famiglia. Nel 1990, in vista del Capitolo generale della Congregazione, scrisse una lettera chiara e appassionata a tutte le capitolari, chiedendo loro di “aiutarci a ringiovanire nello spirito” e suggerendo con sapienza le vie per un autentico rinnovamento. Di fatto il capitolo, nelle sue decisioni, si è orientato nella direzione da lei indicata. Teresa ne ha gioito moltissimo e ha continuato a dare volentieri la sua collaborazione per l’approfondimento del nostro carisma.

Aveva una fede incrollabile nell'Onnipotenza e Misericordia di Dio della quale parlava con la freschezza di un’ esperienza interiormente vissuta. Si lasciava mettere costantemente in discussione dalla parola di Dio e dalle sorelle. Sapeva ricredersi e chiedere scusa, anche alle più giovani, e questo edificava profondamente.

La sua era una presenza preziosa tra le sorelle di diversa nazionalità; dava un tono inconfondibile alla comunità. Era felice, negli ultimi anni, di poter cucinare per le sorelle di Via Trionfale, di stare con le giovani, grata al Signore per ogni nuovo giorno. Aveva una notevole capacità pratica, sapeva affrontare qualsiasi imprevisto, con un tratto di signorilità semplice che metteva a proprio agio.

Sapeva organizzare il suo tempo: nella sua giornata c'era spazio per pregare, per servire, per riposare, per ricamare tovaglie d'altare per le varie comunità. Fino all'ultimo giorno ha svolto con sollecitudine e amore il suo servizio, con la pace e la disponibilità di sempre.

Rendiamo grazie al Signore per la fede, la libertà e la gioia con cui Teresa ha donato la sua vita. Possa ora godere per sempre della sua presenza.