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XAVERIAN
Missionaries of Mary

Inéz Vailati

Missionarie di Maria
1023
09 January 1990

Il 9 gennaio 1990, alle ore 4 del mattino, si spegne, all'ospedale di Curitiba, la nostra cara sorella Inéz Vailati.

Inez nasce a Passo Fundo (Rio Grande do Sul), Brasile, il 17 gennaio 1943.

A 21 anni entra in Congregazione a Jaguapità (Paranà); emette la 1a  Professione a Curitiba il 2 febbraio 1969.

Viene assegnata alla comunità di Jaguapità prima come studente e poi come responsabile  del guardaroba nel seminario dei Padri Saveriani e svolge attività pastorale.

Nel maggio 1975 fa la professione perpetua a Laranjeiras do Sul, suo paese di origine. Ed è assegnata alla comunità di Santa Mariana come responsabile e vi rimane fino al 1977, impegnata nella pastorale della parrocchia.

Passa poi a Curitiba nella casa del Noviziato come membro dell'équipe formativa. Dal 1976 al 1980 è Consigliera di Delegazione.

Viene destinata all'Africa. Segue un periodo di preparazione alla missione, prima in Italia e poi a Parigi per lo studio del francese.

Il 27 dicembre 1981 parte, con grande entusiasmo e gioia, per lo Zaire.

Dopo un periodo di sei mesi ad Uvira per lo studio dello swahili, inizia la sua attività a Luvungi al foyer social ed è responsabile di gruppi di alfabetizzazione.

Trascorre anche un anno a Kiliba come animatrice di comunità di base e poi passa nella comunità del Noviziato, a Bukavu. Qui svolge servizi vari in attesa di andare nella nuova comunità di Nakiliza.

Ma il 27 dicembre 1987 deve rientrare in Italia. Un rientro forzato, determinato non dalla sua volontà ma dal male che le è stato diagnosticato: carcinoma esteso alla mammella sinistra.

Inèz decide di farsi curare in Italia, sia per non perder tempo (vista la serietà della situazione e la necessità di intervenire con energia e con tempestività), sia per non preoccupare la mamma.

Da quel momento inizia il suo calvario: esami su esami, cure chemioterapiche, interventi chirurgici… La sua situazione non migliora, è un caso grave.

Durante una sosta dalle cure, con il permesso dei medici, chiede di andare in Brasile per una breve visita ai suoi familiari e vi rimane un mese. E' un momento di grande gioia per lei, per la mamma, per la sua famiglia e per le nostre sorelle.

Ritorna in Italia per continuare le cure. Ma, nonostante queste, il male si estende, ci sono varie metastasi. Inez si rende conto che si sta aggravando e chiede di poter ritornare nella sua terra. Il 22 agosto 1989 riparte per il Brasile. L'accompagna Elisa Caspani che rimarrà al suo fianco ad assisterla fino all'ultimo. Dopo tanti tentativi di cure e ripetuti ricoveri ospedalieri, con alterne vicende di lievi miglioramenti e di gravi peggioramenti, il 9 gennaio 1990, alle ore 4 circa del mattino, muore all'ospedale di Curitiba.

Ci sono tante testimonianze di sorelle e di persone che l’hanno conosciuta; trascriviamo le più inclusive.

“Era sempre disposta, entusiasta. Sapeva superare le difficoltà 'tenendo alta la bandiera', come lei diceva. Era sempre accogliente, senza distinzione di persone. Parlando con una sorella, diceva che il dono di essere andata in Africa lo sentiva come una seconda vocazione; parlava con gioia e nostalgia della sua gente africana e seppe offrire per loro anche la malattia. Prima di morire espresse il desiderio di essere vestita all' africana, coi piedi nudi.“ (Le sorelle di Apucarana)

"Pensare a Inéz è ricordarla sorridente. Amava la vita, i fiori e tutte le cose belle. Amava questo popolo e gustava un tipo di presenza non strutturato, ma di condivisione di vita: partecipare alle loro gioie ed ai loro lutti, incontrarli do ve vivono. Ricordo con quanta gioia partecipò alla camminata di una comunità ecclesiale vivente che andava a visitarne un'altra. Andarono e tornarono cantando, mangiando quello che era loro offerto.

Questo tipo di missione era forse il più consono a lei e per noi era la proposta di un modo diverso di far missione. Questa 'immersione' senza occupazione fissa non era durata che qualche mese a Kiliba. Prima aveva sostenuto con impegno per alcuni anni il "foyer", la scuola per le ragazze e le donne a Luvungi.

E' di conforto pensare che ora prega per noi, per questa Chiesa e questo popolo in cerca di giorni migliori". (Teresina Caffi)

Carissima Inez, riposa in pace!